(Alessandro Bugelli) C’è un modo tutto italiano di annusare la primavera: non dai mandorli, non dalle rondini, ma dal rombo basso e terroso dei
motori che si rimettono a fare sul serio. E così, mentre l’Umbria sgranchisce le colline e Foligno lucida le pietre, il rally bussa alla porta come un vecchio amico impaziente.
Il 6 e 7 marzo, al Rally Città di Foligno, edizione numero cinque, riparte il discorso tricolore della terra, quella vera, quella che sporca le macchine e non fa sconti. È qui che prenderà il via il Campionato Italiano Rally Terra 2026, con iscrizioni aperte già da oggi e chiusura fissata, da regolamento, a mercoledì 25 febbraio.
Foligno, città operosa e non incline alle vanterie, si ritrova ancora una volta capitale provvisoria del rallismo sterrato. Merito di PRS Group e dell’Amministrazione Comunale, che hanno confezionato una gara sobria e muscolare, senza fronzoli ma con tanta sostanza, capace di coniugare sport e territorio come una stretta di mano fatta bene.
C’è persino una ragione alta, quasi francescana, dietro l’anticipo di un giorno rispetto al calendario originario. La vicina Assisi si prepara infatti all’ostensione delle spoglie di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Evento di fede e di popolo che ha messo sotto pressione alberghi e locande, già presi d’assalto. Così il rally, con signorile rispetto, ha fatto un passo di lato. Anche questo è stile.
Lo stile, appunto. Quello di un rally che si presenta rinnovato e identitario, tutto racchiuso entro i confini comunali di Foligno. Un percorso compatto, scenografico, quasi teatrale, pensato per far godere il pubblico e non far perdere tempo ai team. Niente dispersioni: qui si corre, si guarda e si vive il rally.
I numeri parlano chiaro, come piaceva a Brera quando i numeri avevano l’odore del sudore: 245 chilometri totali, 91 cronometrati, 9 prove speciali, di cui due completamente inedite. Roba da far drizzare le orecchie ai piloti e accendere il taccuino dei navigatori. La terra umbra non è mai banale: scivola quando pare gentile, morde quando ti fidi troppo.
Quartier generale confermato al Delfina Palace Hotel, in via della Fornacetta, ormai casa madre del rally folignate. Il Parco Assistenza resta alla Paciana, zona industriale che per due giorni diventa officina a cielo aperto, con meccanici chini come monaci e vetture smontate come rosari di bulloni.
Ma il Rally Città di Foligno non è solo cronometro e polvere. È anche economia che gira, ristoranti che lavorano, alberghi che riempiono, bar che allungano il bancone. Il Campionato Italiano Rally Terra porta con sé team, addetti ai lavori, media e appassionati, generando un indotto che va ben oltre il weekend di gara. È promozione vera, concreta, che accende i riflettori su una città già nobile per storia e tradizioni, dalla Giostra della Quintana in giù.
Il programma, poi, è una liturgia precisa.
Mercoledì 4 marzo si comincia piano, con la distribuzione del road-book.
Giovedì 5 è giornata di studio e concentrazione: ricognizioni, briefing obbligatorio, verifiche sportive.
Venerdì 6 si entra nel vivo: verifiche tecniche, prove libere, qualifiche, shakedown e infine la cerimonia di partenza in Piazza della Repubblica, che al calar della sera profuma di benzina e aspettative.
Sabato 7 marzo, infine, la resa dei conti: nove prove speciali e arrivo, con premiazione sub-judice, ancora nel cuore della città.
Foligno aspetta. La terra pure. I motori non vedono l’ora.
E la primavera, da queste parti, arriva sempre di traverso.