martedì 17 febbraio 2026

IL “MAREMMA” DALLE NOZZE D’ORO

(Alessandro Bugelli) C’è un odore che non tradisce: miscela, salsedine e polvere di macchia maremmana. È il profumo del Trofeo Maremma, che l’11 e 12 aprile celebra la sua cinquantesima volta – nozze d’oro - con il rombo e con la strada, quella vera, che ti guarda in faccia e non ti regala nulla.

Mezzo secolo. Cinquanta edizioni che non sono soltanto numeri, ma momenti di storia incisi sull’asfalto. Il Trofeo è diventato una liturgia laica del volante, una di quelle corse che non si spiegano con le classifiche ma con le vene che pulsano. Sarà la seconda prova della Coppa Rally di Zona 7, vale per il Trofeo Rally Toscano e spalanca le braccia anche alle storiche e alle “classiche”.

La regia è di Maremma Corse 2.0, che per il cinquantenario non si è limitata a lucidare l’argenteria. Ha cambiato casa. Dopo anni di fedeltà a Follonica, il quartier generale trasloca a Castiglione della Pescaia, borgo marinaro medievale che si specchia in uno dei mari più belli del Tirreno. Una scelta simbolica e insieme strategica: il rally scende al porto, parte da via Cristoforo Colombo, saluta le barche e si lancia verso l’entroterra come un corsaro con il casco allacciato.

La Maremma, del resto, non è semplice cornice. È protagonista. Le prove speciali sono strade di carattere, cucite tra borghi antichi, saliscendi nervosi e rettifili che ti invitano all’azzardo e con un fondo da non dargli troppa confidenza, pena la sbatacchiata. Strade che raccontano la Toscana più ruvida e più vera, lontana dalle cartoline. E che in questi cinquant’anni hanno portato il nome della Maremma ben oltre i suoi confini, come un ambasciatore col casco e le gomme da corsa.

Si parte sabato 11 aprile alle 17.30, quando l’aperitivo diventa detonatore. Prima, il pubblico si scalda con la “piesse” spettacolo al Pala Golfo di Follonica, preceduta dal riordino in via Amorotti: lì le macchine respirano, gli appassionati ascoltano, i piloti fanno finta di non pensarci. Poi la notte accoglie e magari porta consiglio.

Domenica si fa sul serio: tre prove speciali da ripetere tre volte, per un totale di dieci tratti cronometrati e 64 chilometri contro il tempo. Non è una maratona, è una partita a scacchi giocata a spesso a fil di bosco. Servono testa, piede e cuore. La permanence troverà casa nella biblioteca comunale di Castiglione – cultura e cavalli vapore, strana ma affascinante alleanza – mentre l’assistenza sarà in Piazza Giorgini, a due passi da partenza e arrivo, così che il pubblico possa sentire il battito metallico dei motori.

Dietro le quinte, il sostegno convinto dell’amministrazione castiglionese – che già l’anno passato aveva rimesso ordine e slancio – e la collaborazione dei Comuni di Gavorrano e Massa Marittima, oltre alla stessa Follonica. È una gara che appartiene al territorio come il cinghiale e il vento di libeccio.

L’ultima edizione ha parlato veronese: Stefano Zambon con Corrado Bonato hanno domato la Citroën C3 WRC “plus” con mestiere e cattiveria agonistica. Dietro,  Alessio Santini con Susanna Mazzetti, e poi Leopoldo Maestrini con Gioia Boddi sulla GR Yaris Rally2. Nomi che tornano, magari, con la voglia di scrivere un capitolo nuovo proprio nell’anno del cinquantenario.

Perché il Trofeo Maremma non è soltanto una corsa. È un carattere. È la strada che si fa racconto, è il pilota che sfida la curva come un torero il toro, è il pubblico che aspetta il passaggio come si aspetta il Giro d'Italia a maggio. E quando la carovana di vetture rientrerà sul porto canale di Castiglione, domenica alle 18, non sarà solo un arrivo: sarà l’ennesima firma su mezzo secolo di gas a martello




, mare e leggenda.

venerdì 13 febbraio 2026

Foligno torna a sentire il rombo nobile: Lancia torna a graffiare la terra tricolore.

(ALESSANDRO BUGELLI) Foligno, terra d’olio buono, terra del famoso Barbanera (si, quello dell’almanacco che resiste alla pubblicazione da ben 264 anni . . .) e polvere fine, si appresta a vivere un fine settimana che non è soltanto calendario sportivo, ma quasi resa dei conti con la propria memoria corsaiola. Il 6 e 7 marzo, al quinto Rally Città di Foligno — prima tappa del Campionato Italiano Rally Terra — non si consumerà una semplice gara: si scriverà una pagina che odora di benzina nobile e nostalgia ben temperata. una di quelle circostanze in cui il tempo sembra fare un piccolo passo indietro per consentire alla memoria di rimettersi in pari con il presente.

Perché la notizia è di quelle che fanno drizzare i baffi anche al più compassato degli appassionati: Lancia Corse torna a farsi vedere in veste ufficiale su strade tricolori. E non è comparsata da salotto buono, ma ritorno operativo, con due equipaggi chiamati a misurare la Ypsilon Rally2 HF Integrale sullo sterrato umbro, scelto come banco di prova severo e veritiero. Le strade disegnate da Oriano Agostini, ultimo custode della polvere nobile, patriarca delle strade bianche, visionario che continua a credere nella terra quando altri inseguono l’asfalto, nervose e tecniche come un trattato di meccanica applicata, e in parte anche nuove saranno laboratorio a cielo aperto, officina itinerante per affinare carattere e sostanza della nuova creatura franco-torinese. Più franco che torinese. Ma va bene così.

È la prima volta dal 1991 che una Lancia ufficiale si presenta al via di una gara del Campionato Italiano. Trentaquattro anni: un’era geologica, nel tempo rapido e spietato dei rally. Eppure il rombo — quello sì — ha memoria lunga.

Al volante, due coppie che non sono turisti del cronometro. Le due coppie ufficiali che disputano il mondiale, vale a diire Nikolay Gryazin con Konstantin Aleksandrov e Yohan Rossel con Arnaud Dunand. Non verranno soltanto a “sentire” la vettura — come si dice con pudore tecnico — ma a darle del tu, a strapparle verità sul fondo mobile, tra curve cieche e staccate che chiedono fegato e precisione millimetrica. Un test vero, in condizioni autentiche, dove il cronometro non fa sconti e la polvere racconta sempre la verità.

Rossel, trentenne francese con curriculum da collezionista di coppe, è stato Campione Francese Junior, iridato WRC3 nel 2021 e vicecampione del mondo WRC2 nel 2025: titoli che non si appuntano per caso. Gryazin, russo di passo lungo e mente fredda, ha calcato mezza Europa con profitto, secondo nel Tricolore Terra 2024 e dominatore di sfide arcigne, tra un titolo Europeo Under 28 e un WRC2 Challenger che pesa come piombo nobile.

La loro presenza non è semplice iscrizione a elenco partenti: è dichiarazione d’intenti. Il ritorno di Lancia alle corse su strada passa da qui, dal lavoro silenzioso tra piloti e tecnici, da quel cesello “dietro le quinte” che separa la vettura promettente dalla macchina vincente.

Il tracciato? Duecentoquarantacinque chilometri complessivi, novantuno contro il tempo, spalmati su nove prove speciali tutte in un giorno dal fiato corto. Due tratti del tutto inediti, pronti a mettere in difficoltà anche i più smaliziati, con fondo sterrato decritto piacevole dagli organizzatori ma che non perdona leggerezze e premia la mano educata e coraggiosa allo stesso tempo. Tecnica e spettacolo, polvere e cronometro: la sintassi autentica del rally.

Tra gli appassionati si respira un’attesa carica di significato. Il rombo delle Lancia tornerà a risuonare sulle prove speciali italiane, riportando con sé ricordi importanti e, insieme, nuove prospettive. Per il pubblico sarà l’occasione di ritrovare un simbolo che ha segnato la storia dei rally, e di osservarlo mentre prova a scrivere il prossimo capitolo.


giovedì 12 febbraio 2026

Il Ciocco alza il sipario del tricolore rally: tra mito e tornanti, comincia la sinfonia del 2026.

(Alessandro Bugelli) Sarà ancora il Ciocco, rude e gentile come un mediano di fatica, ad alzare il sipario sul Campionato Italiano Assoluto Rally-Sparco, aristocrazia del traverso e del cronometro. Dal 27 al 29 marzo, tra le pieghe verdi della Mediavalle e le nervature selvatiche della Garfagnana, andrà in scena la 49ª edizione, anticamera solenne del mezzo secolo per una gara divenuta mito, scolpita nella passione visionaria di Guelfo Marcucci e Siro Pietro Quaroni.

Anche nel 2026 il Ciocco si annuncia come una saga di motori e paesaggio, con la provincia intera chiamata a raccolta, popolo rallistico d’antica fede, sotto la capace regìa della O.S.E., che orchestra uomini e cavalli vapore con mestiere e fantasia.

L'officina delle novità 2026

Aprire le danze comporta onori e qualche mal di testa: il Ciocco è spesso laboratorio delle alchimie federali. Pure quest’anno la stagione prende il via tra regolamenti rinnovati e ambizioni incandescenti. Sarà il primo cimento per pretendenti al titolo, tra conferme robuste e matricole di rango, costruttori e team pronti a misurarsi sul filo dei decimi.

Mutano le architetture della gara: due sole giornate, più nervose e compatte; chilometraggio in prova speciale che sale a circa 142 chilometri, distribuiti in cinque “crono” al sabato e otto alla domenica. Shakedown al sabato mattina; nel primo pomeriggio, il via. L’ultima fatica domenicale sarà la Power Stage, spremitura finale che regala punti e pathos ai migliori, accendendo il crepuscolo di gara. 

Viareggio, la ribalta del via

Viareggio, signora elegante della Versilia, dopo il bagno di folla del 2025, torna a indossare l’
abito buono per la partenza: alle 15.00 di sabato 28 marzo il lungomare farà da proscenio alla cerimonia inaugurale, con Controllo Timbro sulle mura a Lucca. E Viareggio accoglierà pure l’arrivo del “Ciocco” in versione Coppa Rally di Zona, sabato in tarda sera, ma tarda davvero. Programma robusto, sì, ma non indolore. Perché già serpeggia il brontolio, un mugugno da osteria di retrovia, per un programma che in diversi hanno definito sfiancante e dispendioso: piloti imbufaliti, si sentono “gli ultimi”, nasi storti e gente inalberata. L’arrivo poco dopo la mezzanotte – roba da lupi, da Belfagor e contrabbandieri – non è carezza ma sberla, per tanti. C’è chi digrigna i denti, chi mastica amaro e chi si domanda se la festa valga la veglia. 

Le sfide tra Tenuta e Garfagnana

Dopo la partenza viareggina, il sabato 28 marzo offre cinque prove speciali: apertura sulla corta e spettacolare “Il Ciocco”, quindi “Fabbriche di Vergemoli” e la novella “Calomini”, entrambe ripetute due volte. 

La domenica, 29 marzo, levataccia quasi da caserma ma senza il trombettiere: alle 7.15 si scende dalla tenuta per andare incontro a quattro prove da ripetersi in doppio passaggio. “Puglianella”, la classica “Careggine”, croce e delizia di tanti, ancora “Il Ciocco” e la nuova “Chiozza”. Proprio il secondo transito su “Chiozza” vestirà i panni della Power Stage, giudice ultimo e generoso di punti.

 Parco Assistenza nell’area degli impianti sportivi a Castelnuovo, area che negli anni ha sempre soddisfatto.

Arrivo finale confermato domenica nella piazza storica di Castelnuovo Garfagnana, lì si conteranno i sospiri e i trofei. Il cuore, però, resta la Tenuta Il Ciocco, santuario laico del rally fin dal 1976, prima edizione di una storia che non teme la polvere.

Una gara che ha un perché, quella del Ciocco, ruvida quanto basta per darti sorriso o anche togliertelo, il confine è sottilissimo. Ma si sa, tutti i rallies sono una bestia, o li prendi così, con gli occhi rossi e il cuore in gola, o te ne stai a casa con la tisana.


martedì 10 febbraio 2026

CIRT 2026: più strada, più polvere e la resa dei conti della Power Stage

La federazione ha rimesso mano alla corsa tricolore su strada bianca, cercando di dare nuova linfa, dopo un 2025 migliorabile in termini di adesioni e di interesse.

(Alessandro Bugelli) Il Campionato Italiano Rally Terra, che già di suo è disciplina severa e contadina, nel 2026 si fa più lungo di gamba e più ruvido di nervi. ACI Sport ha deciso che non si vince più di fioretto, ma di spada: il chilometraggio cresce e il rally torna a essere maratona terragna, prova di fondo prima ancora che di talento.

Ogni gara dovrà offrire almeno 90 chilometri di prove speciali, con tetto fissato a 110, una forchetta larga quanto basta per mettere alla frusta uomini e macchine, con quella tolleranza del 5% che sa di pragmatismo lombardo. Tutto in una sola tappa, asciutta e concentrata, mentre il giorno prima sarà dedicato ai riti preparatori: prove libere, Qualifying Stage, shakedown e partenza, come un lungo riscaldamento prima della battaglia vera.

La novità che più stuzzica il palato degli appassionati è però la Power Stage, che entra finalmente in scena come ultimo atto obbligato, resa dei conti senza appello. Almeno 7 chilometri, sempre in chiusura, quando la polvere si è già incollata alle tute e i freni chiedono pietà. È lì che si decide, ed è lì che si salirà sul palco per celebrare i primi tre dell’assoluta, restituendo al finale di gara quella teatralità sportiva che fa notizia e costruisce memoria.

Titoli nuovi, platea più larga

Il 2026 porta con sé anche un allargamento della platea agonistica, quasi una democratizzazione del fango. Accanto alla classifica assoluta nascono nuovi titoli, ognuno con il suo montepremi e la sua dignità: il CIRT 2WD, il Rally3, il Rally5, il Femminile, l’Over 55 e perfino il Tyre Suppliers, dedicato ai fabbricanti di pneumatici, che in questa specialità sono comprimari tutt’altro che silenziosi.

Una struttura che guarda sia ai giovani in apprendistato sia ai veterani di mestiere, ricalcando il modello già visto nel CIAR Sparco e dando senso a categorie che troppo spesso vivevano nell’ombra dell’assoluta.

Sul piano organizzativo, il Rally Valli del Tevere viene designato come gara di riserva: una sorta di dodicesimo uomo pronto a entrare in campo, qualora il calendario perdesse uno dei suoi appuntamenti.

Un campionato più duro, finalmente chiaro

Con queste regole, ACI Sport manda un messaggio netto: il rally nazionale deve tornare a essere selettivo, leggibile e sportivamente credibile. Più chilometri significano meno improvvisazione; la Power Stage fissa un climax agonistico; i nuovi titoli danno senso alla fatica di molti.

Il CIRT 2026 si annuncia così come una stagione più vera, più combattuta e meno indulgente, dove piloti, team e costruttori dovranno meritarsi ogni risultato, metro dopo metro, nella polvere che non perdona e nella strada che, come sempre, dice la verità.

sabato 7 febbraio 2026

Magigas spinge la “pre-season”:

Carburanti da competizione scontati fino al 28 febbraio

E’ stata attuata una scontistica fino a 0,80 €/litro sui carburanti da competizione per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova
stagione agonistica.

Montale (Pistoia), 07 febbraio 2026 - Magigas rinnova il proprio impegno a fianco del mondo del motorsport annunciando una promozione speciale dedicata a piloti, squadre e appassionati, pensata per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova stagione agonistica.

Fino al 28 febbraio 2026, Magigas applica sconti fino a 0,80 euro al litro su una selezione di carburanti da competizione, offrendo un’opportunità significativa per ridurre i costi della fase di pre-season, tradizionalmente cruciale per test, allenamenti e messa a punto dei mezzi.

L’iniziativa è rivolta sia ai piloti professionisti sia agli appassionati di track day, con l’obiettivo di rendere le prestazioni di alto livello più accessibili e favorire una preparazione tecnica ancora più accurata.

Lo sconto applicato varia a seconda del prodotto:

sconto minimo: 0,50 €/litro IVA compresa

sconto massimo: 0,80 €/litro IVA compresa

Gli sconti sulle benzine in promozione sono visibili direttamente sul sito ufficiale Magigas. Alcuni prodotti non rientrano nella promozione. L’offerta non è cumulabile con altre iniziative commerciali ed è valida fino a esaurimento scorte.

Per maggiori informazioni:

TELEFONO: 0573 47 96 66 – 328 1450813

E-MAIL:  clienti@magigas.it

MAGIGAS SpA Via Datini, 6 - 51037 Montale (Pistoia)               

www.magigas.it

Tel. 0573.479.666 - Fax 0573.479.021 


Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)


mercoledì 4 febbraio 2026

Rally e gloria, il "RomaCapitale" che guarda al mondo


(
Alessandro Bugelli) Il Rally di Roma Capitale si rimette il casco e stringe i guanti. No, non fa adesso, ma ai primi di luglio dal 3 al 5, quando tornerà a rombare sulle strade del Lazio per scrivere un altro capitolo della sua giovane ma già nobile epopea. 

Sarà ancora doppio il timbro di qualità, quello del FIA European Rally Championship e quello del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, a certificare un evento ormai entrato di diritto nel novero delle grandi classiche del rallismo continentale.

E il duemilaventisei porta seco novità. Di quelle belle davvero. Roma diventa il baricentro. L’ombelico del mondo lo diventa anche della gara. La Città Eterna, con i suoi marmi e le sue ombre, non fa solo da sfondo e da cartolina con il Colosseo, che in questi ultimi anni ha proposto la “piesse” più affascinante del pianeta: entra in partita, detta il ritmo, offre al rally una scenografia che nessun’altra corsa può permettersi. E proprio qui sta la novità più sostanziosa: il cuore operativo della manifestazione – Direzione Gara, Sala Stampa e Parco Assistenza – trasloca definitivamente a Roma, lasciando Fiuggi. È un ritorno al centro, geografico e simbolico, come quando il regista decide di rimettere la macchina da presa sul protagonista.

Attorno a questa macchina complessa lavora una filiera istituzionale larga e compatta: Roma Capitale e il suo Assessorato ai Grandi Eventi, la Regione Lazio, ACI Sport, i Comuni attraversati dalla gara, con il patrocinio del Ministero per lo Sport e i Giovani, di Sport e Salute e del CONI. Una squadra, più che un elenco, che dimostra come lo sport possa diventare fatto civile e progetto condiviso.

È proprio questa sinergia a rafforzare il legame tra il rally, il territorio e la sua gente. Roma si propone ancora una volta come palcoscenico internazionale, capace di unire spettacolo e visione, promozione e prospettiva. Non è dettaglio da poco che l’edizione 2026 finisca sotto la lente della FIA e del WRC Promoter: il Rally di Roma Capitale si candida a un futuro mondiale, con l’orizzonte del WRC 2027 che non è più solo un sogno raccontato a bassa voce.

Sul piano sportivo, la sfida cambierà pelle. Percorso e logistica verranno in parte ridisegnati per offrire una gara più fluida, più sicura, più moderna, senza tradire l’identità che l’ha resa riconoscibile. È il classico equilibrio tra memoria e innovazione, tra rispetto della tradizione e necessità di andare più forte, meglio, più lontano.

Resta centrale, e non per dovere di facciata, il tema della sostenibilità ambientale. Il Rally di Roma Capitale continuerà a spingere sull’acceleratore green, con l’obiettivo di confermare le tre stelle del FIA Environmental Programme: un riconoscimento che negli ultimi anni ha fatto della corsa romana un modello virtuoso nel panorama dell’ERC.

E poi c’è la dimensione sociale, che qui non è appendice ma parte del telaio. Inclusione, sicurezza stradale, educazione: parole che diventano azioni grazie alla collaborazione con associazioni e realtà del territorio. Tornerà e crescerà il messaggio de “La strada non è un videogioco”, monito semplice e severo, rivolto ai giovani ma buono per tutti, perché la velocità, quella vera, chiede sempre responsabilità.

Così il Rally di Roma Capitale 2026 si prepara a partire: con Roma davanti agli occhi, l’Europa nel presente e il mondo, forse, già nello specchietto retrovisore.


(foto Actualfoto/Aci Sport)


Magigas, l’eccellenza italiana negli additivi carburante

Innovazione, prestazioni e protezione del motore in soluzioni sviluppate per il massimo rendimento.

Montale (Pistoia), 04 febbraio 2026 – Con oltre 70 anni di esperienza nel settore dei prodotti petroliferi e una reputazione consolidata nell’ambito dei carburanti per competizione e aviazione, Magigas S.p.A. continua a distinguersi con la produzione di additivi carburante di altissimo livello, pensati sia per gli appassionati delle prestazioni sia per la cura quotidiana dei motori.

Nel cuore della sua gamma, gli additivi Magigas – disponibili per benzina e diesel – rappresentano la sintesi perfetta tra innovazione tecnica e comprovata efficacia. Questi prodotti non sono semplici accessori, ma strumenti fondamentali per chi desidera estrarre il massimo rendimento dal proprio motore: dalle vetture da corsa ai mezzi stradali ad alte prestazioni.

Grazie a formulazioni avanzate e a test rigorosi, gli additivi Magigas offrono:
Incremento delle prestazioni attraverso potenziamento dell’efficienza di combustione e ottimizzazione della risposta del motore.
Pulizia attiva degli iniettori e delle parti critiche del sistema di alimentazione, favorendo una combustione più regolare e riducendo i depositi nocivi.
Gestione ottimale del carburante, con trattamenti specifici che possono sostituire vecchi sistemi (come l’additivo piombante non più presente nelle benzine moderne).
Maggiore durata del motore, con benefici sia su mezzi sportivi sia su veicoli di uso quotidiano.
Capacità di risolvere i problemi dovuti alla sovente scarsa qualità dei carburanti della pompa e per la pulizia del DPF.


Questi additivi rappresentano non solo un complemento ideale ai carburanti della linea Magigas Extreme Competition, ma anche una soluzione efficace per la manutenzione preventiva e per chi desidera un’esperienza di guida più reattiva e performante.
«La nostra filosofia è semplice: fornire prodotti che non solo soddisfano, ma superano le aspettative di chi ama la massima performance e al tempo stesso la massima cura e la durata del motore» afferma Alessio Chiti, responsabile commerciale di Magigas SpA. «Per questo i nostri additivi sono sviluppati per elevare le prestazioni di qualsiasi carburante e per proteggere il cuore meccanico di ogni veicolo.
Gli additivi Magigas sono già disponibili sullo store online ufficiale dell’azienda e si confermano come scelta preferita per piloti professionisti, team di gara e automobilisti consapevoli che non accettano compromessi.

Magigas: energia, performance e passione per le competizioni
Magigas S.p.A. è attiva da oltre settant’anni nel settore dei carburanti e dei prodotti petroliferi. Fondata dalla Famiglia Torracchi di Montale (Pistoia), dove ha sede, opera a livello nazionale come partner qualificato per mercati ad alta specializzazione.
L’azienda è attiva principalmente nella fornitura di carburanti per aviazione, come Jet A-1 e Avgas 100LL, destinati a compagnie aeree, servizi di elisoccorso, aeroclub e clienti professionali, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e conformità normativa.
Magigas è inoltre un punto di riferimento nel settore dei carburanti da competizione ad alte prestazioni, attraverso il proprio brand Magigas Extreme Competition, ed è fornitore ufficiale di importanti campionati motoristici, con servizi di consegna e refuelling direttamente sui campi di gara. L’azienda opera secondo sistemi di gestione certificati ISO 9001 e ISO 45001, a conferma dell’impegno costante verso qualità, sicurezza e affidabilità e l’offerta è completata da additivi e prodotti specialistici, nonché da servizi logistici e fiscali avanzati, inclusa la gestione delle accise tramite deposito fiscale proprio.
Grazie a una solida esperienza, a competenze tecniche consolidate e a un approccio orientato al cliente, Magigas S.p.A. rappresenta un partner affidabile nei settori aviation e motorsport.


MAGIGAS SpA Via Datini, 6 51037 Montale (Pistoia)          
                     

Tel. 0039.0573.479.666 - Fax 0039.0573.479.021 

Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)