giovedì 12 febbraio 2026

Il Ciocco alza il sipario del tricolore rally: tra mito e tornanti, comincia la sinfonia del 2026.

(Alessandro Bugelli) Sarà ancora il Ciocco, rude e gentile come un mediano di fatica, ad alzare il sipario sul Campionato Italiano Assoluto Rally-Sparco, aristocrazia del traverso e del cronometro. Dal 27 al 29 marzo, tra le pieghe verdi della Mediavalle e le nervature selvatiche della Garfagnana, andrà in scena la 49ª edizione, anticamera solenne del mezzo secolo per una gara divenuta mito, scolpita nella passione visionaria di Guelfo Marcucci e Siro Pietro Quaroni.

Anche nel 2026 il Ciocco si annuncia come una saga di motori e paesaggio, con la provincia intera chiamata a raccolta, popolo rallistico d’antica fede, sotto la capace regìa della O.S.E., che orchestra uomini e cavalli vapore con mestiere e fantasia.

L'officina delle novità 2026

Aprire le danze comporta onori e qualche mal di testa: il Ciocco è spesso laboratorio delle alchimie federali. Pure quest’anno la stagione prende il via tra regolamenti rinnovati e ambizioni incandescenti. Sarà il primo cimento per pretendenti al titolo, tra conferme robuste e matricole di rango, costruttori e team pronti a misurarsi sul filo dei decimi.

Mutano le architetture della gara: due sole giornate, più nervose e compatte; chilometraggio in prova speciale che sale a circa 142 chilometri, distribuiti in cinque “crono” al sabato e otto alla domenica. Shakedown al sabato mattina; nel primo pomeriggio, il via. L’ultima fatica domenicale sarà la Power Stage, spremitura finale che regala punti e pathos ai migliori, accendendo il crepuscolo di gara. 

Viareggio, la ribalta del via

Viareggio, signora elegante della Versilia, dopo il bagno di folla del 2025, torna a indossare l’
abito buono per la partenza: alle 15.00 di sabato 28 marzo il lungomare farà da proscenio alla cerimonia inaugurale, con Controllo Timbro sulle mura a Lucca. E Viareggio accoglierà pure l’arrivo del “Ciocco” in versione Coppa Rally di Zona, sabato in tarda sera, ma tarda davvero. Programma robusto, sì, ma non indolore. Perché già serpeggia il brontolio, un mugugno da osteria di retrovia, per un programma che in diversi hanno definito sfiancante e dispendioso: piloti imbufaliti, si sentono “gli ultimi”, nasi storti e gente inalberata. L’arrivo poco dopo la mezzanotte – roba da lupi, da Belfagor e contrabbandieri – non è carezza ma sberla, per tanti. C’è chi digrigna i denti, chi mastica amaro e chi si domanda se la festa valga la veglia. 

Le sfide tra Tenuta e Garfagnana

Dopo la partenza viareggina, il sabato 28 marzo offre cinque prove speciali: apertura sulla corta e spettacolare “Il Ciocco”, quindi “Fabbriche di Vergemoli” e la novella “Calomini”, entrambe ripetute due volte. 

La domenica, 29 marzo, levataccia quasi da caserma ma senza il trombettiere: alle 7.15 si scende dalla tenuta per andare incontro a quattro prove da ripetersi in doppio passaggio. “Puglianella”, la classica “Careggine”, croce e delizia di tanti, ancora “Il Ciocco” e la nuova “Chiozza”. Proprio il secondo transito su “Chiozza” vestirà i panni della Power Stage, giudice ultimo e generoso di punti.

 Parco Assistenza nell’area degli impianti sportivi a Castelnuovo, area che negli anni ha sempre soddisfatto.

Arrivo finale confermato domenica nella piazza storica di Castelnuovo Garfagnana, lì si conteranno i sospiri e i trofei. Il cuore, però, resta la Tenuta Il Ciocco, santuario laico del rally fin dal 1976, prima edizione di una storia che non teme la polvere.

Una gara che ha un perché, quella del Ciocco, ruvida quanto basta per darti sorriso o anche togliertelo, il confine è sottilissimo. Ma si sa, tutti i rallies sono una bestia, o li prendi così, con gli occhi rossi e il cuore in gola, o te ne stai a casa con la tisana.


martedì 10 febbraio 2026

CIRT 2026: più strada, più polvere e la resa dei conti della Power Stage

La federazione ha rimesso mano alla corsa tricolore su strada bianca, cercando di dare nuova linfa, dopo un 2025 migliorabile in termini di adesioni e di interesse.

(Alessandro Bugelli) Il Campionato Italiano Rally Terra, che già di suo è disciplina severa e contadina, nel 2026 si fa più lungo di gamba e più ruvido di nervi. ACI Sport ha deciso che non si vince più di fioretto, ma di spada: il chilometraggio cresce e il rally torna a essere maratona terragna, prova di fondo prima ancora che di talento.

Ogni gara dovrà offrire almeno 90 chilometri di prove speciali, con tetto fissato a 110, una forchetta larga quanto basta per mettere alla frusta uomini e macchine, con quella tolleranza del 5% che sa di pragmatismo lombardo. Tutto in una sola tappa, asciutta e concentrata, mentre il giorno prima sarà dedicato ai riti preparatori: prove libere, Qualifying Stage, shakedown e partenza, come un lungo riscaldamento prima della battaglia vera.

La novità che più stuzzica il palato degli appassionati è però la Power Stage, che entra finalmente in scena come ultimo atto obbligato, resa dei conti senza appello. Almeno 7 chilometri, sempre in chiusura, quando la polvere si è già incollata alle tute e i freni chiedono pietà. È lì che si decide, ed è lì che si salirà sul palco per celebrare i primi tre dell’assoluta, restituendo al finale di gara quella teatralità sportiva che fa notizia e costruisce memoria.

Titoli nuovi, platea più larga

Il 2026 porta con sé anche un allargamento della platea agonistica, quasi una democratizzazione del fango. Accanto alla classifica assoluta nascono nuovi titoli, ognuno con il suo montepremi e la sua dignità: il CIRT 2WD, il Rally3, il Rally5, il Femminile, l’Over 55 e perfino il Tyre Suppliers, dedicato ai fabbricanti di pneumatici, che in questa specialità sono comprimari tutt’altro che silenziosi.

Una struttura che guarda sia ai giovani in apprendistato sia ai veterani di mestiere, ricalcando il modello già visto nel CIAR Sparco e dando senso a categorie che troppo spesso vivevano nell’ombra dell’assoluta.

Sul piano organizzativo, il Rally Valli del Tevere viene designato come gara di riserva: una sorta di dodicesimo uomo pronto a entrare in campo, qualora il calendario perdesse uno dei suoi appuntamenti.

Un campionato più duro, finalmente chiaro

Con queste regole, ACI Sport manda un messaggio netto: il rally nazionale deve tornare a essere selettivo, leggibile e sportivamente credibile. Più chilometri significano meno improvvisazione; la Power Stage fissa un climax agonistico; i nuovi titoli danno senso alla fatica di molti.

Il CIRT 2026 si annuncia così come una stagione più vera, più combattuta e meno indulgente, dove piloti, team e costruttori dovranno meritarsi ogni risultato, metro dopo metro, nella polvere che non perdona e nella strada che, come sempre, dice la verità.

sabato 7 febbraio 2026

Magigas spinge la “pre-season”:

Carburanti da competizione scontati fino al 28 febbraio

E’ stata attuata una scontistica fino a 0,80 €/litro sui carburanti da competizione per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova
stagione agonistica.

Montale (Pistoia), 07 febbraio 2026 - Magigas rinnova il proprio impegno a fianco del mondo del motorsport annunciando una promozione speciale dedicata a piloti, squadre e appassionati, pensata per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova stagione agonistica.

Fino al 28 febbraio 2026, Magigas applica sconti fino a 0,80 euro al litro su una selezione di carburanti da competizione, offrendo un’opportunità significativa per ridurre i costi della fase di pre-season, tradizionalmente cruciale per test, allenamenti e messa a punto dei mezzi.

L’iniziativa è rivolta sia ai piloti professionisti sia agli appassionati di track day, con l’obiettivo di rendere le prestazioni di alto livello più accessibili e favorire una preparazione tecnica ancora più accurata.

Lo sconto applicato varia a seconda del prodotto:

sconto minimo: 0,50 €/litro IVA compresa

sconto massimo: 0,80 €/litro IVA compresa

Gli sconti sulle benzine in promozione sono visibili direttamente sul sito ufficiale Magigas. Alcuni prodotti non rientrano nella promozione. L’offerta non è cumulabile con altre iniziative commerciali ed è valida fino a esaurimento scorte.

Per maggiori informazioni:

TELEFONO: 0573 47 96 66 – 328 1450813

E-MAIL:  clienti@magigas.it

MAGIGAS SpA Via Datini, 6 - 51037 Montale (Pistoia)               

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Tel. 0573.479.666 - Fax 0573.479.021 


Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)


mercoledì 4 febbraio 2026

Rally e gloria, il "RomaCapitale" che guarda al mondo


(
Alessandro Bugelli) Il Rally di Roma Capitale si rimette il casco e stringe i guanti. No, non fa adesso, ma ai primi di luglio dal 3 al 5, quando tornerà a rombare sulle strade del Lazio per scrivere un altro capitolo della sua giovane ma già nobile epopea. 

Sarà ancora doppio il timbro di qualità, quello del FIA European Rally Championship e quello del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, a certificare un evento ormai entrato di diritto nel novero delle grandi classiche del rallismo continentale.

E il duemilaventisei porta seco novità. Di quelle belle davvero. Roma diventa il baricentro. L’ombelico del mondo lo diventa anche della gara. La Città Eterna, con i suoi marmi e le sue ombre, non fa solo da sfondo e da cartolina con il Colosseo, che in questi ultimi anni ha proposto la “piesse” più affascinante del pianeta: entra in partita, detta il ritmo, offre al rally una scenografia che nessun’altra corsa può permettersi. E proprio qui sta la novità più sostanziosa: il cuore operativo della manifestazione – Direzione Gara, Sala Stampa e Parco Assistenza – trasloca definitivamente a Roma, lasciando Fiuggi. È un ritorno al centro, geografico e simbolico, come quando il regista decide di rimettere la macchina da presa sul protagonista.

Attorno a questa macchina complessa lavora una filiera istituzionale larga e compatta: Roma Capitale e il suo Assessorato ai Grandi Eventi, la Regione Lazio, ACI Sport, i Comuni attraversati dalla gara, con il patrocinio del Ministero per lo Sport e i Giovani, di Sport e Salute e del CONI. Una squadra, più che un elenco, che dimostra come lo sport possa diventare fatto civile e progetto condiviso.

È proprio questa sinergia a rafforzare il legame tra il rally, il territorio e la sua gente. Roma si propone ancora una volta come palcoscenico internazionale, capace di unire spettacolo e visione, promozione e prospettiva. Non è dettaglio da poco che l’edizione 2026 finisca sotto la lente della FIA e del WRC Promoter: il Rally di Roma Capitale si candida a un futuro mondiale, con l’orizzonte del WRC 2027 che non è più solo un sogno raccontato a bassa voce.

Sul piano sportivo, la sfida cambierà pelle. Percorso e logistica verranno in parte ridisegnati per offrire una gara più fluida, più sicura, più moderna, senza tradire l’identità che l’ha resa riconoscibile. È il classico equilibrio tra memoria e innovazione, tra rispetto della tradizione e necessità di andare più forte, meglio, più lontano.

Resta centrale, e non per dovere di facciata, il tema della sostenibilità ambientale. Il Rally di Roma Capitale continuerà a spingere sull’acceleratore green, con l’obiettivo di confermare le tre stelle del FIA Environmental Programme: un riconoscimento che negli ultimi anni ha fatto della corsa romana un modello virtuoso nel panorama dell’ERC.

E poi c’è la dimensione sociale, che qui non è appendice ma parte del telaio. Inclusione, sicurezza stradale, educazione: parole che diventano azioni grazie alla collaborazione con associazioni e realtà del territorio. Tornerà e crescerà il messaggio de “La strada non è un videogioco”, monito semplice e severo, rivolto ai giovani ma buono per tutti, perché la velocità, quella vera, chiede sempre responsabilità.

Così il Rally di Roma Capitale 2026 si prepara a partire: con Roma davanti agli occhi, l’Europa nel presente e il mondo, forse, già nello specchietto retrovisore.


(foto Actualfoto/Aci Sport)


Magigas, l’eccellenza italiana negli additivi carburante

Innovazione, prestazioni e protezione del motore in soluzioni sviluppate per il massimo rendimento.

Montale (Pistoia), 04 febbraio 2026 – Con oltre 70 anni di esperienza nel settore dei prodotti petroliferi e una reputazione consolidata nell’ambito dei carburanti per competizione e aviazione, Magigas S.p.A. continua a distinguersi con la produzione di additivi carburante di altissimo livello, pensati sia per gli appassionati delle prestazioni sia per la cura quotidiana dei motori.

Nel cuore della sua gamma, gli additivi Magigas – disponibili per benzina e diesel – rappresentano la sintesi perfetta tra innovazione tecnica e comprovata efficacia. Questi prodotti non sono semplici accessori, ma strumenti fondamentali per chi desidera estrarre il massimo rendimento dal proprio motore: dalle vetture da corsa ai mezzi stradali ad alte prestazioni.

Grazie a formulazioni avanzate e a test rigorosi, gli additivi Magigas offrono:
Incremento delle prestazioni attraverso potenziamento dell’efficienza di combustione e ottimizzazione della risposta del motore.
Pulizia attiva degli iniettori e delle parti critiche del sistema di alimentazione, favorendo una combustione più regolare e riducendo i depositi nocivi.
Gestione ottimale del carburante, con trattamenti specifici che possono sostituire vecchi sistemi (come l’additivo piombante non più presente nelle benzine moderne).
Maggiore durata del motore, con benefici sia su mezzi sportivi sia su veicoli di uso quotidiano.
Capacità di risolvere i problemi dovuti alla sovente scarsa qualità dei carburanti della pompa e per la pulizia del DPF.


Questi additivi rappresentano non solo un complemento ideale ai carburanti della linea Magigas Extreme Competition, ma anche una soluzione efficace per la manutenzione preventiva e per chi desidera un’esperienza di guida più reattiva e performante.
«La nostra filosofia è semplice: fornire prodotti che non solo soddisfano, ma superano le aspettative di chi ama la massima performance e al tempo stesso la massima cura e la durata del motore» afferma Alessio Chiti, responsabile commerciale di Magigas SpA. «Per questo i nostri additivi sono sviluppati per elevare le prestazioni di qualsiasi carburante e per proteggere il cuore meccanico di ogni veicolo.
Gli additivi Magigas sono già disponibili sullo store online ufficiale dell’azienda e si confermano come scelta preferita per piloti professionisti, team di gara e automobilisti consapevoli che non accettano compromessi.

Magigas: energia, performance e passione per le competizioni
Magigas S.p.A. è attiva da oltre settant’anni nel settore dei carburanti e dei prodotti petroliferi. Fondata dalla Famiglia Torracchi di Montale (Pistoia), dove ha sede, opera a livello nazionale come partner qualificato per mercati ad alta specializzazione.
L’azienda è attiva principalmente nella fornitura di carburanti per aviazione, come Jet A-1 e Avgas 100LL, destinati a compagnie aeree, servizi di elisoccorso, aeroclub e clienti professionali, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e conformità normativa.
Magigas è inoltre un punto di riferimento nel settore dei carburanti da competizione ad alte prestazioni, attraverso il proprio brand Magigas Extreme Competition, ed è fornitore ufficiale di importanti campionati motoristici, con servizi di consegna e refuelling direttamente sui campi di gara. L’azienda opera secondo sistemi di gestione certificati ISO 9001 e ISO 45001, a conferma dell’impegno costante verso qualità, sicurezza e affidabilità e l’offerta è completata da additivi e prodotti specialistici, nonché da servizi logistici e fiscali avanzati, inclusa la gestione delle accise tramite deposito fiscale proprio.
Grazie a una solida esperienza, a competenze tecniche consolidate e a un approccio orientato al cliente, Magigas S.p.A. rappresenta un partner affidabile nei settori aviation e motorsport.


MAGIGAS SpA Via Datini, 6 51037 Montale (Pistoia)          
                     

Tel. 0039.0573.479.666 - Fax 0039.0573.479.021 

Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)

Polvere, fede e motori: Foligno alza il sipario sul "tricolore terra"

(Alessandro Bugelli) C’è un modo tutto italiano di annusare la primavera: non dai mandorli, non dalle rondini, ma dal rombo basso e terroso dei
motori che si rimettono a fare sul serio. E così, mentre l’Umbria sgranchisce le colline e Foligno lucida le pietre, il rally bussa alla porta come un vecchio amico impaziente.

Il 6 e 7 marzo, al Rally Città di Foligno, edizione numero cinque, riparte il discorso tricolore della terra, quella vera, quella che sporca le macchine e non fa sconti. È qui che prenderà il via il Campionato Italiano Rally Terra 2026, con iscrizioni aperte già da oggi e chiusura fissata, da regolamento, a mercoledì 25 febbraio.

Foligno, città operosa e non incline alle vanterie, si ritrova ancora una volta capitale provvisoria del rallismo sterrato. Merito di PRS Group e dell’Amministrazione Comunale, che hanno confezionato una gara sobria e muscolare, senza fronzoli ma con tanta sostanza, capace di coniugare sport e territorio come una stretta di mano fatta bene.

C’è persino una ragione alta, quasi francescana, dietro l’anticipo di un giorno rispetto al calendario originario. La vicina Assisi si prepara infatti all’ostensione delle spoglie di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Evento di fede e di popolo che ha messo sotto pressione alberghi e locande, già presi d’assalto. Così il rally, con signorile rispetto, ha fatto un passo di lato. Anche questo è stile.


Lo stile, appunto. Quello di un rally che si presenta rinnovato e identitario, tutto racchiuso entro i confini comunali di Foligno. Un percorso compatto, scenografico, quasi teatrale, pensato per far godere il pubblico e non far perdere tempo ai team. Niente dispersioni: qui si corre, si guarda e si vive il rally.

I numeri parlano chiaro, come piaceva a Brera quando i numeri avevano l’odore del sudore: 245 chilometri totali, 91 cronometrati, 9 prove speciali, di cui due completamente inedite. Roba da far drizzare le orecchie ai piloti e accendere il taccuino dei navigatori. La terra umbra non è mai banale: scivola quando pare gentile, morde quando ti fidi troppo.

Quartier generale confermato al Delfina Palace Hotel, in via della Fornacetta, ormai casa madre del rally folignate. Il Parco Assistenza resta alla Paciana, zona industriale che per due giorni diventa officina a cielo aperto, con meccanici chini come monaci e vetture smontate come rosari di bulloni.

Ma il Rally Città di Foligno non è solo cronometro e polvere. È anche economia che gira, ristoranti che lavorano, alberghi che riempiono, bar che allungano il bancone. Il Campionato Italiano Rally Terra porta con sé team, addetti ai lavori, media e appassionati, generando un indotto che va ben oltre il weekend di gara. È promozione vera, concreta, che accende i riflettori su una città già nobile per storia e tradizioni, dalla Giostra della Quintana in giù.

Il programma, poi, è una liturgia precisa.

Mercoledì 4 marzo si comincia piano, con la distribuzione del road-book.

Giovedì 5 è giornata di studio e concentrazione: ricognizioni, briefing obbligatorio, verifiche sportive.

Venerdì 6 si entra nel vivo: verifiche tecniche, prove libere, qualifiche, shakedown e infine la cerimonia di partenza in Piazza della Repubblica, che al calar della sera profuma di benzina e aspettative.

Sabato 7 marzo, infine, la resa dei conti: nove prove speciali e arrivo, con premiazione sub-judice, ancora nel cuore della città.

Foligno aspetta. La terra pure. I motori non vedono l’ora. 

E la primavera, da queste parti, arriva sempre di traverso.


lunedì 2 febbraio 2026

IL RICHIAMO DELLA VAL D’ORCIA

Seconda gara tricolore tra sassi e buche, per una sfida dal sapore antico. 

(Alessandro Bugelli) La Val d’Orcia torna a chiamare, e lo fa come sanno fare i luoghi che hanno memoria. Chiama la polvere, chiama il rombo, chiama quell’attimo sospeso in cui l’uomo e la macchina si cercano sugli sterrati della provincia di Siena. Il Rally della Val d’Orcia 2026 si presenta con veste nuova e anima antica, pronto a riaccendere la passione da venerdì 10 a domenica 12 aprile, sotto la regia attenta di Radicofani Motorsport.

È ancora campionato, è ancora battaglia vera: Campionato Italiano Rally Terra e Campionato Italiano Rally Terra Storico, presente e passato che si sfiorano sullo stesso scenario di strade bianche che trasudano di momenti epici, che ricordano grandi campioni. Terra da uomini duri, da macchine instancabili e affidabili. Vetture moderne e auto che hanno già vissuto, tutte uguali davanti al giudice più severo, la strada.


Radicofani resta il centro del mondo, il punto fermo attorno a cui tutto ruota. Da lì si sviluppa un percorso che non fa sconti e non cerca scorciatoie: San Casciano dei Bagni, Sarteano e Cetona, che entra per la prima volta in scena come un attore nuovo, ma già consapevole del ruolo. È il segno di un disegno che cresce, che allarga l’orizzonte senza tradire la sostanza.

Il tracciato parla chiaro: una prova speciale inedita, cento chilometri competitivi in cui ogni curva ha una domanda e ogni rettilineo pretende una risposta, quattrocentodieci quelli complessivi. Qui non si passa per caso, qui si passa solo se si sa stare sulla terra.

Le iscrizioni aprono venerdì 6 marzo e si chiudono venerdì 3 aprile. È il tempo dell’attesa, quello in cui i nomi iniziano a circolare sottovoce, come succede prima delle storie importanti.

L’ultima pagina scritta, l’anno passato, racconta dell’immarcescibile Paolo Andreucci, che su questi sterrati mise ancora una volta il sigillo del mestiere. Con la Citroën C3 Rally2, condivisa con Rudy Briani, prese il comando quando contava, facendo valere la conoscenza profonda del mezzo e della strada. Nel Rally Storico, ebbe invece a svettare Valter Pierangioli, Ford Sierra Cosworth, con Federica Del Sordo a dettare il passo, sette prove speciali vinte per un verdetto chiaro e sigillato con la ceralacca.

(foto Actualfoto)

Ora però il libro si riapre. La terra aspetta. E, come sempre, non promette nulla.