Seconda gara tricolore tra sassi e buche, per una sfida dal sapore antico.
(Alessandro Bugelli) La Val d’Orcia torna a chiamare, e lo fa come sanno fare i luoghi che hanno memoria. Chiama la polvere, chiama il rombo, chiama quell’attimo sospeso in cui l’uomo e la macchina si cercano sugli sterrati della provincia di Siena. Il Rally della Val d’Orcia 2026 si presenta con veste nuova e anima antica, pronto a riaccendere la passione da venerdì 10 a domenica 12 aprile, sotto la regia attenta di Radicofani Motorsport.
È ancora campionato, è ancora battaglia vera: Campionato Italiano Rally Terra e Campionato Italiano Rally Terra Storico, presente e passato che si sfiorano sullo stesso scenario di strade bianche che trasudano di momenti epici, che ricordano grandi campioni. Terra da uomini duri, da macchine instancabili e affidabili. Vetture moderne e auto che hanno già vissuto, tutte uguali davanti al giudice più severo, la strada.
Radicofani resta il centro del mondo, il punto fermo attorno a cui tutto ruota. Da lì si sviluppa un percorso che non fa sconti e non cerca scorciatoie: San Casciano dei Bagni, Sarteano e Cetona, che entra per la prima volta in scena come un attore nuovo, ma già consapevole del ruolo. È il segno di un disegno che cresce, che allarga l’orizzonte senza tradire la sostanza.
Il tracciato parla chiaro: una prova speciale inedita, cento chilometri competitivi in cui ogni curva ha una domanda e ogni rettilineo pretende una risposta, quattrocentodieci quelli complessivi. Qui non si passa per caso, qui si passa solo se si sa stare sulla terra.
Le iscrizioni aprono venerdì 6 marzo e si chiudono venerdì 3 aprile. È il tempo dell’attesa, quello in cui i nomi iniziano a circolare sottovoce, come succede prima delle storie importanti.
L’ultima pagina scritta, l’anno passato, racconta dell’immarcescibile Paolo Andreucci, che su questi sterrati mise ancora una volta il sigillo del mestiere. Con la Citroën C3 Rally2, condivisa con Rudy Briani, prese il comando quando contava, facendo valere la conoscenza profonda del mezzo e della strada. Nel Rally Storico, ebbe invece a svettare Valter Pierangioli, Ford Sierra Cosworth, con Federica Del Sordo a dettare il passo, sette prove speciali vinte per un verdetto chiaro e sigillato con la ceralacca.
(foto Actualfoto)
Ora però il libro si riapre. La terra aspetta. E, come sempre, non promette nulla.
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