(Alessandro Bugelli) Il Campionato Italiano Rally Terra, che già di suo è disciplina severa e contadina, nel 2026 si fa più lungo di gamba e più ruvido di nervi. ACI Sport ha deciso che non si vince più di fioretto, ma di spada: il chilometraggio cresce e il rally torna a essere maratona terragna, prova di fondo prima ancora che di talento.
Ogni gara dovrà offrire almeno 90 chilometri di prove speciali, con tetto fissato a 110, una forchetta larga quanto basta per mettere alla frusta uomini e macchine, con quella tolleranza del 5% che sa di pragmatismo lombardo. Tutto in una sola tappa, asciutta e concentrata, mentre il giorno prima sarà dedicato ai riti preparatori: prove libere, Qualifying Stage, shakedown e partenza, come un lungo riscaldamento prima della battaglia vera.
La novità che più stuzzica il palato degli appassionati è però la Power Stage, che entra finalmente in scena come ultimo atto obbligato, resa dei conti senza appello. Almeno 7 chilometri, sempre in chiusura, quando la polvere si è già incollata alle tute e i freni chiedono pietà. È lì che si decide, ed è lì che si salirà sul palco per celebrare i primi tre dell’assoluta, restituendo al finale di gara quella teatralità sportiva che fa notizia e costruisce memoria.
Titoli nuovi, platea più larga
Il 2026 porta con sé anche un allargamento della platea agonistica, quasi una democratizzazione del fango. Accanto alla classifica assoluta nascono nuovi titoli, ognuno con il suo montepremi e la sua dignità: il CIRT 2WD, il Rally3, il Rally5, il Femminile, l’Over 55 e perfino il Tyre Suppliers, dedicato ai fabbricanti di pneumatici, che in questa specialità sono comprimari tutt’altro che silenziosi.
Una struttura che guarda sia ai giovani in apprendistato sia ai veterani di mestiere, ricalcando il modello già visto nel CIAR Sparco e dando senso a categorie che troppo spesso vivevano nell’ombra dell’assoluta.
Sul piano organizzativo, il Rally Valli del Tevere viene designato come gara di riserva: una sorta di dodicesimo uomo pronto a entrare in campo, qualora il calendario perdesse uno dei suoi appuntamenti.
Un campionato più duro, finalmente chiaro
Con queste regole, ACI Sport manda un messaggio netto: il rally nazionale deve tornare a essere selettivo, leggibile e sportivamente credibile. Più chilometri significano meno improvvisazione; la Power Stage fissa un climax agonistico; i nuovi titoli danno senso alla fatica di molti.
Il CIRT 2026 si annuncia così come una stagione più vera, più combattuta e meno indulgente, dove piloti, team e costruttori dovranno meritarsi ogni risultato, metro dopo metro, nella polvere che non perdona e nella strada che, come sempre, dice la verità.

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