Il 9 e 10 maggio il Santerno tornerà a fremere. E non per le solite gincane motoristiche, ma per una festa del Toro che promette scintille.
(Alessandro Bugelli) Sarà il weekend del 9 e 10 maggio 2026, e l'Autodromo di Imola - quel circuito che ha visto sudare i fuoriclasse del volante - si prepara a vestirsi da salotto buono per accogliere la seconda edizione di Lamborghini Arena. Un raduno che definiremmo più un pellegrinaggio laico dei devoti al Toro Rampante che una semplice kermesse motoristica.
Gli artefici di Sant'Agata Bolognese - quella fabbrica emiliana dove si assemblano bolidi che farebbero impallidire certi poemi epici - hanno deciso di trasformare il tracciato romagnolo in una sorta di cattedrale a cielo aperto dedicata alla velocità e al rombo viscerale dei motori a dodici cilindri.
L'appuntamento è riservato innanzitutto ai fortunati possessori di quelle belve su quattro ruote che escono dai cancelli di Sant'Agata, ma spalanca i battenti anche agli appassionati che vogliono respirare l'aria rarefatta di quel mondo dove l'artigianato incontra l'ingegneria estrema.
Il precedente del 2024 ha lasciato il segno: oltre seimila pellegrini motorizzati, quasi quattrocento vetture schierate come un esercito corazzato, e una teoria di trecentocinquanta Lamborghini che hanno sfilato sul circuito regalando uno spettacolo che avrebbe fatto commuovere persino il vecchio Ferruccio, fondatore della dinastia.
In pista, naturalmente, non mancherà l'adrenalina allo stato puro. Le supercar stradali si alterneranno alle belve da corsa del Lamborghini Super Trofeo Europa, quella competizione dove le Huracán Super Trofeo EVO2 si danno battaglia come gladiatori motorizzati. Prove libere, qualifiche, gare: il programma promette di tenere incollati gli spalti dall'alba al tramonto.
Ma Lamborghini Arena non è solo cronometro e pneumatici che fumano. Il paddock si metamorfizza nel "Lamborghini Arena Village", una sorta di enciclopedia vivente della Casa del Toro. Qui i partecipanti potranno curiosare tra le viscere dell'azienda: dalla Manifattura, dove ogni millimetro viene controllato con precisione certosina, al Centro Stile, quella fucina dove prendono forma le linee che poi faranno girare la testa per le strade del mondo.
Il Polo Storico custodisce la memoria storica del marchio - perché senza radici non si cresce -, mentre il programma Ad Personam svela le infinite possibilità di personalizzazione che trasformano ogni vettura in un pezzo unico, come un abito cucito addosso. E poi c'è il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo, il sancta sanctorum dove si studiano materiali e soluzioni che faranno correre più forte le generazioni future di supersportive.
Non potevano mancare, ovviamente, i partner che hanno sposato la causa del Made in Italy di lusso. Brand che affiancano Lamborghini nel raccontare un'eccellenza riconosciuta dal Giappone alla California, dalla tecnologia alla moda, perché il Toro non è solo motori e telai, ma uno stile di vita.
Lamborghini Arena 2026 si configura, insomma, come un'occasione per immergersi totalmente nell'universo di Sant'Agata Bolognese. Un raduno che mette insieme persone, storie e visioni, unito dal filo rosso di una passione che non conosce mezze misure. Proprio come le automobili che celebra.
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