giovedì 19 marzo 2026

Magigas al fianco dei Kateyama Professional Track Days




La benzina “102 Speed” protagonista dei test in pista

Partnership strategica per garantire performance, affidabilità e supporto tecnico ai team impegnati nei test organizzati nei principali autodromi italiani.


Montale (Pistoia) - Magigas annuncia con soddisfazione la propria rinnovata partnership con Kateyama, società svizzera di riferimento nell’organizzazione di giornate di test dedicate a vetture da competizione e riservate a piloti titolari di licenza FIA.

Grazie a questa collaborazione, Magigas sarà in grado di assicurare il servizio di fornitura carburante durante i test, mettendo a disposizione dei team la benzina ad alte prestazioni “102 Speed”, studiata per garantire massima efficienza, affidabilità e performance in pista.


Kateyama rappresenta oggi un punto di riferimento a livello europeo per l’organizzazione di test nei principali autodromi italiani, offrendo servizi altamente specializzati per team impegnati nei campionati nazionali e internazionali. Le attività sono rivolte a vetture di categoria Formula, Gran Turismo, Turismo e Prototipi, con un approccio interamente focalizzato sulle esigenze dei professionisti del motorsport.

All’interno di questo contesto, Magigas si inserisce come partner strategico, assicurando un servizio carburante puntuale e di qualità, fondamentale per il corretto svolgimento delle sessioni di test e per il lavoro di sviluppo tecnico delle vetture.

La sinergia tra Kateyama e Magigas consente ai team di operare nelle migliori condizioni possibili, grazie a una pianificazione precisa delle attività in pista e a un supporto tecnico completo, nel pieno rispetto dei regolamenti sportivi dei campionati di riferimento.

Con questa collaborazione, Magigas conferma il proprio impegno nel motorsport, affiancando realtà di eccellenza e contribuendo concretamente alla crescita e alle performance dei team in pista.

Per maggiori informazioni:

TELEFONO: 0573 47 96 66 – 328 1450813


E-MAIL:  clienti@magigas.it

Magigas: energia, performance e passione per le competizioni

Magigas S.p.A. è attiva da oltre settant’anni nel settore dei carburanti e dei prodotti petroliferi. Fondata dalla Famiglia Torracchi di Montale (Pistoia), dove ha sede, opera a livello nazionale come partner qualificato per mercati ad alta specializzazione.

L’azienda è attiva principalmente nella fornitura di carburanti per aviazione, come Jet A-1 e Avgas 100LL, destinati a compagnie aeree, servizi di elisoccorso, aeroclub e clienti professionali, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e conformità normativa.

Magigas è inoltre un punto di riferimento nel settore dei carburanti da competizione ad alte prestazioni, attraverso il proprio brand Magigas Extreme Competition, ed è fornitore ufficiale di importanti campionati motoristici, con servizi di consegna e refuelling direttamente sui campi di gara.

L’azienda opera secondo sistemi di gestione certificati ISO 9001 e ISO 45001, a conferma dell’impegno costante verso qualità, sicurezza e affidabilità e l’offerta è completata da additivi e prodotti specialistici, nonché da servizi logistici e fiscali avanzati, inclusa la gestione delle accise tramite deposito fiscale proprio. Grazie a una solida esperienza, a competenze tecniche consolidate e a un approccio orientato al cliente, Magigas S.p.A. rappresenta un partner affidabile nei settori aviation e motorsport.


sabato 7 marzo 2026

IL 5° RALLY CITTÀ DI FOLIGNO PARLA DI NUOVO STRANIERO

VITTORIA PER I FINLANDESI KORHOLA-TEMONEN (SKODA)

Sfida avvincente, sulle strade del territorio folignate, con egemonia totalmente straniera per il podio, dal vincitore al secondo arrivato, il russo Gryazin, ufficiale Lancia Corse, fino al terzo, il boliviano Bulacia. 

Le nove prove speciali sono state caratterizzate da grande spettacolo e da molti spunti tecnico-sportivi di spessore.

Tra le due ruote motrici successo sicuro per il vicentino Pesavento (Lancia Ypsilon HF Rally4) in una giornata dal ritmo estremamente alto.


Foligno (Perugia), 07 marzo 2026 – Un altro driver straniero ha salito il primo gradino del podio del 5° Rally Città di Foligno ed è ancora un finlandese. Dopo il finlandese Heikkila due anni fa, stavolta è toccato al suo connazionale Benjamin Korhola che, coincidenza curiosa, è stato assecondato dallo stesso copilota, Kristian Temonen. 

Al via con una Skoda Fabia RS Rally2, il 22enne pilota scandinavo di Inkoo (quarto assoluto nel “tricolore” del 2025) aveva già messo le cose in chiaro con l’aggiudicarsi il miglior tempo nella “qualifying stage” di venerdì, per poi sferrare l’attacco deciso dalla seconda prova speciale, quando la prima l’aveva vinta il russo Nikolay Gryazin uno dei due driver ufficiali di Lancia Corse, con la Ypsilon HF integrale Rally2, affiancato da Konstantin Aleksandrov. 

Da lì in poi è passato al comando con decisione tenendo alla frusta il sempre temibile pilota di Mosca, riuscendo così a cogliere l’alloro di questo primo atto tricolore su strada bianca, aprendo l’annata così come l’aveva conclusa, con una vittoria (Al Rally del Brunello). Una corsa ad alta tensione, quella corsa tutta nel territorio di Foligno, dove Korhola ha saputo scrollarsi di dosso l’ombra di Gryazin con un attacco deciso durante la sesta prova, quando lo ha staccato di 6”6 ed è stato proprio quello il momento dell’allungo che poi lo ha portato a salire il primo gradino del podio in Piazza della Repubblica a Foligno, davanti al pubblico delle grandi occasioni.

“E’ andato tutto assai bene – ha dichiarato Korhola all’arrivo dell’ultima prova speciale – non abbiamo mai preso alcun rischio, tutto è venuto molto naturale, la vettura che il Team Munaretto ci ha messo a disposizione, decisamente perfetta. Ritmo molto alto, sarà un bel campionato!2

Perfetta anche la prestazione di Gryazin, venuto in Umbria insieme al compagno di squadra Rossel a titolo di test, usando anche ovviamente gli pneumatici Hankook, monofornitura nel Campionato del Mondo. Ha sempre viaggiato su ritmi alti, di certo cercando di ascoltare e riportare alla squadra Lancia Corse le sensazioni alla guida della Ypsilon Rally2. 

Terzo gradino del podio per il boliviano Marco Bulacia, in coppia con Josè Murado. Con la Skoda Fabia RS Rally2, il sudamericano, già visto in Italia vincere il titolo su terra nel 2020, ha compiuto una notevole progressione partita dall’ottava posizione iniziale e terminata con la soddisfazione di aver fatto suo il “bronzo” e anche di aggiudicarsi i tre punti ulteriori conferiti dal primato nella “Power Stage” finale.

Ai piedi del podio, tutto occupato quindi da piloti stranieri, quarta piazza finale per  Alberto Battistolli e Simone Scattolin, con una Skoda pure loro. Prestazione altisonante, per loro, sempre gravitati al vertice e per buona parte della gara in duello serrato con Bulacia, tanto da meritarsi applausi a scena aperta. 

Top five completata dal giovane Matteo Fontana, in coppia con Alessandro Arnaboldi, al loro debutto con una vettura di vertice, la Toyota GR Yaris Rally2. I campioni del mondo in carica della categoria Rally3 hanno incamerato un risultato pregevole, caratterizzato da un’andatura sempre nelle posizioni al sole della classifica, partite proprio per quinti e finiti nella medesima posizione, senza mai uscire dalle righe ma cercando di trovare il miglior feeling con la vettura “delle due ellissi”, ottimo viatico per il prosieguo del campionato.

Sesto aveva concluso l’altro ufficiale Lancia, il transalpino Yohan Rossel, in coppia con Dunand, ma si è ritirato dopo l’ultimo impegno cronometrato. Durante la gara sofferto un poco l’adattamento alle strade del folignate ed era stato anche frenato da un ritardo di 10” in avvio di gara che lo aveva addirittura fatto affondare oltre la decima piazza. La sua posizione finale è stata quindi rilevata dai connazionali Constant-Martini, su una Fabia, al loro debutto sulle strade sterrate italiane con una prestazione di sicuro interesse, avvalorata dall’essere stato sempre nei dieci dell’assoluta. 

Tra le vetture di categoria “Rally3” ha svettato il 24enne veneto Alex Lorenzato, con Guadagnini alle note su una Ford Fiesta. Una gara sempre al comando, per lui, senza mai avere vacillato per la vittoria.

In diversi sono tornati via da Foligno con l’amaro in bocca. Diversi grandi interpreti delle strade bianche, a partire dall’inossidabile Paolo Andreucci, in coppia Con Briani su una Fabia RS. Partiti con il terzo scratch sulla prima prova, sulla seconda complice un “lungo” sono affondati in retrovia, cercando di salvare il salvabile proseguendo la gara a suon di riscontri cronometrici di spessore, quello che lo pongono di certo tra i primi attori per la stagione.

La gara ha detto male pure a Tommaso Ciuffi e Pietro Cigni, Skoda Fabia. Partito con un’indisposizione fisica, il pilota di Firenze non è mai riuscito a ribadire il proprio valore sempre fuori dal quintetto di testa, per poi alzare malamente bandiera bianca con l’ultimo giro di prove complice una doppia foratura. E una foratura ha messo fuori dai posti al sole dell’assoluta anche il riminese Angelo “Pucci” Grossi, con Cardinali al fianco su una Fabia anche in questo caso. Era decimo assoluto quando una foratura (e pneumatico sostituito in prova) sull’ultimo appuntamento con il cronometro gli ha fatto perdere quello che poteva essere un avvio stagionale coi fiocchi, pur se a metà gara aveva sofferto per la rottura del tubo di scarico e con esalazioni di fumi entrate in abitacolo. Sfortuna anche per il trentino Fabio Farina (Skoda), intraversatosi durante la sesta prova, senza poter più ripartire. 

Assai effervescente il contro tra le vetture a due ruote motrici, dove ha prevalso il vicentino Davide Pesavento con Alessandro Michelet su una Lancia Ypsilon HF Rally4. Ha chiuso con margine, il pilota di Asiago, precedendo Nicola Cazzaro e Andrea Budoia su pari vettura. Volata sul filo di lana, per loro, con soli due decimi di vantaggio su Zanin-De Guio e su Cogni-Brachi (entrambi su Lancia), arrivati a pari merito sotto la bandiera a scacchi. 

Nella foto: Korhola-Temonen in azione (Foto Aci Sport/Actualfoto)

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martedì 17 febbraio 2026

IL “MAREMMA” DALLE NOZZE D’ORO

(Alessandro Bugelli) C’è un odore che non tradisce: miscela, salsedine e polvere di macchia maremmana. È il profumo del Trofeo Maremma, che l’11 e 12 aprile celebra la sua cinquantesima volta – nozze d’oro - con il rombo e con la strada, quella vera, che ti guarda in faccia e non ti regala nulla.

Mezzo secolo. Cinquanta edizioni che non sono soltanto numeri, ma momenti di storia incisi sull’asfalto. Il Trofeo è diventato una liturgia laica del volante, una di quelle corse che non si spiegano con le classifiche ma con le vene che pulsano. Sarà la seconda prova della Coppa Rally di Zona 7, vale per il Trofeo Rally Toscano e spalanca le braccia anche alle storiche e alle “classiche”.

La regia è di Maremma Corse 2.0, che per il cinquantenario non si è limitata a lucidare l’argenteria. Ha cambiato casa. Dopo anni di fedeltà a Follonica, il quartier generale trasloca a Castiglione della Pescaia, borgo marinaro medievale che si specchia in uno dei mari più belli del Tirreno. Una scelta simbolica e insieme strategica: il rally scende al porto, parte da via Cristoforo Colombo, saluta le barche e si lancia verso l’entroterra come un corsaro con il casco allacciato.

La Maremma, del resto, non è semplice cornice. È protagonista. Le prove speciali sono strade di carattere, cucite tra borghi antichi, saliscendi nervosi e rettifili che ti invitano all’azzardo e con un fondo da non dargli troppa confidenza, pena la sbatacchiata. Strade che raccontano la Toscana più ruvida e più vera, lontana dalle cartoline. E che in questi cinquant’anni hanno portato il nome della Maremma ben oltre i suoi confini, come un ambasciatore col casco e le gomme da corsa.

Si parte sabato 11 aprile alle 17.30, quando l’aperitivo diventa detonatore. Prima, il pubblico si scalda con la “piesse” spettacolo al Pala Golfo di Follonica, preceduta dal riordino in via Amorotti: lì le macchine respirano, gli appassionati ascoltano, i piloti fanno finta di non pensarci. Poi la notte accoglie e magari porta consiglio.

Domenica si fa sul serio: tre prove speciali da ripetere tre volte, per un totale di dieci tratti cronometrati e 64 chilometri contro il tempo. Non è una maratona, è una partita a scacchi giocata a spesso a fil di bosco. Servono testa, piede e cuore. La permanence troverà casa nella biblioteca comunale di Castiglione – cultura e cavalli vapore, strana ma affascinante alleanza – mentre l’assistenza sarà in Piazza Giorgini, a due passi da partenza e arrivo, così che il pubblico possa sentire il battito metallico dei motori.

Dietro le quinte, il sostegno convinto dell’amministrazione castiglionese – che già l’anno passato aveva rimesso ordine e slancio – e la collaborazione dei Comuni di Gavorrano e Massa Marittima, oltre alla stessa Follonica. È una gara che appartiene al territorio come il cinghiale e il vento di libeccio.

L’ultima edizione ha parlato veronese: Stefano Zambon con Corrado Bonato hanno domato la Citroën C3 WRC “plus” con mestiere e cattiveria agonistica. Dietro,  Alessio Santini con Susanna Mazzetti, e poi Leopoldo Maestrini con Gioia Boddi sulla GR Yaris Rally2. Nomi che tornano, magari, con la voglia di scrivere un capitolo nuovo proprio nell’anno del cinquantenario.

Perché il Trofeo Maremma non è soltanto una corsa. È un carattere. È la strada che si fa racconto, è il pilota che sfida la curva come un torero il toro, è il pubblico che aspetta il passaggio come si aspetta il Giro d'Italia a maggio. E quando la carovana di vetture rientrerà sul porto canale di Castiglione, domenica alle 18, non sarà solo un arrivo: sarà l’ennesima firma su mezzo secolo di gas a martello




, mare e leggenda.

venerdì 13 febbraio 2026

Foligno torna a sentire il rombo nobile: Lancia torna a graffiare la terra tricolore.

(ALESSANDRO BUGELLI) Foligno, terra d’olio buono, terra del famoso Barbanera (si, quello dell’almanacco che resiste alla pubblicazione da ben 264 anni . . .) e polvere fine, si appresta a vivere un fine settimana che non è soltanto calendario sportivo, ma quasi resa dei conti con la propria memoria corsaiola. Il 6 e 7 marzo, al quinto Rally Città di Foligno — prima tappa del Campionato Italiano Rally Terra — non si consumerà una semplice gara: si scriverà una pagina che odora di benzina nobile e nostalgia ben temperata. una di quelle circostanze in cui il tempo sembra fare un piccolo passo indietro per consentire alla memoria di rimettersi in pari con il presente.

Perché la notizia è di quelle che fanno drizzare i baffi anche al più compassato degli appassionati: Lancia Corse torna a farsi vedere in veste ufficiale su strade tricolori. E non è comparsata da salotto buono, ma ritorno operativo, con due equipaggi chiamati a misurare la Ypsilon Rally2 HF Integrale sullo sterrato umbro, scelto come banco di prova severo e veritiero. Le strade disegnate da Oriano Agostini, ultimo custode della polvere nobile, patriarca delle strade bianche, visionario che continua a credere nella terra quando altri inseguono l’asfalto, nervose e tecniche come un trattato di meccanica applicata, e in parte anche nuove saranno laboratorio a cielo aperto, officina itinerante per affinare carattere e sostanza della nuova creatura franco-torinese. Più franco che torinese. Ma va bene così.

È la prima volta dal 1991 che una Lancia ufficiale si presenta al via di una gara del Campionato Italiano. Trentaquattro anni: un’era geologica, nel tempo rapido e spietato dei rally. Eppure il rombo — quello sì — ha memoria lunga.

Al volante, due coppie che non sono turisti del cronometro. Le due coppie ufficiali che disputano il mondiale, vale a diire Nikolay Gryazin con Konstantin Aleksandrov e Yohan Rossel con Arnaud Dunand. Non verranno soltanto a “sentire” la vettura — come si dice con pudore tecnico — ma a darle del tu, a strapparle verità sul fondo mobile, tra curve cieche e staccate che chiedono fegato e precisione millimetrica. Un test vero, in condizioni autentiche, dove il cronometro non fa sconti e la polvere racconta sempre la verità.

Rossel, trentenne francese con curriculum da collezionista di coppe, è stato Campione Francese Junior, iridato WRC3 nel 2021 e vicecampione del mondo WRC2 nel 2025: titoli che non si appuntano per caso. Gryazin, russo di passo lungo e mente fredda, ha calcato mezza Europa con profitto, secondo nel Tricolore Terra 2024 e dominatore di sfide arcigne, tra un titolo Europeo Under 28 e un WRC2 Challenger che pesa come piombo nobile.

La loro presenza non è semplice iscrizione a elenco partenti: è dichiarazione d’intenti. Il ritorno di Lancia alle corse su strada passa da qui, dal lavoro silenzioso tra piloti e tecnici, da quel cesello “dietro le quinte” che separa la vettura promettente dalla macchina vincente.

Il tracciato? Duecentoquarantacinque chilometri complessivi, novantuno contro il tempo, spalmati su nove prove speciali tutte in un giorno dal fiato corto. Due tratti del tutto inediti, pronti a mettere in difficoltà anche i più smaliziati, con fondo sterrato decritto piacevole dagli organizzatori ma che non perdona leggerezze e premia la mano educata e coraggiosa allo stesso tempo. Tecnica e spettacolo, polvere e cronometro: la sintassi autentica del rally.

Tra gli appassionati si respira un’attesa carica di significato. Il rombo delle Lancia tornerà a risuonare sulle prove speciali italiane, riportando con sé ricordi importanti e, insieme, nuove prospettive. Per il pubblico sarà l’occasione di ritrovare un simbolo che ha segnato la storia dei rally, e di osservarlo mentre prova a scrivere il prossimo capitolo.


giovedì 12 febbraio 2026

Il Ciocco alza il sipario del tricolore rally: tra mito e tornanti, comincia la sinfonia del 2026.

(Alessandro Bugelli) Sarà ancora il Ciocco, rude e gentile come un mediano di fatica, ad alzare il sipario sul Campionato Italiano Assoluto Rally-Sparco, aristocrazia del traverso e del cronometro. Dal 27 al 29 marzo, tra le pieghe verdi della Mediavalle e le nervature selvatiche della Garfagnana, andrà in scena la 49ª edizione, anticamera solenne del mezzo secolo per una gara divenuta mito, scolpita nella passione visionaria di Guelfo Marcucci e Siro Pietro Quaroni.

Anche nel 2026 il Ciocco si annuncia come una saga di motori e paesaggio, con la provincia intera chiamata a raccolta, popolo rallistico d’antica fede, sotto la capace regìa della O.S.E., che orchestra uomini e cavalli vapore con mestiere e fantasia.

L'officina delle novità 2026

Aprire le danze comporta onori e qualche mal di testa: il Ciocco è spesso laboratorio delle alchimie federali. Pure quest’anno la stagione prende il via tra regolamenti rinnovati e ambizioni incandescenti. Sarà il primo cimento per pretendenti al titolo, tra conferme robuste e matricole di rango, costruttori e team pronti a misurarsi sul filo dei decimi.

Mutano le architetture della gara: due sole giornate, più nervose e compatte; chilometraggio in prova speciale che sale a circa 142 chilometri, distribuiti in cinque “crono” al sabato e otto alla domenica. Shakedown al sabato mattina; nel primo pomeriggio, il via. L’ultima fatica domenicale sarà la Power Stage, spremitura finale che regala punti e pathos ai migliori, accendendo il crepuscolo di gara. 

Viareggio, la ribalta del via

Viareggio, signora elegante della Versilia, dopo il bagno di folla del 2025, torna a indossare l’
abito buono per la partenza: alle 15.00 di sabato 28 marzo il lungomare farà da proscenio alla cerimonia inaugurale, con Controllo Timbro sulle mura a Lucca. E Viareggio accoglierà pure l’arrivo del “Ciocco” in versione Coppa Rally di Zona, sabato in tarda sera, ma tarda davvero. Programma robusto, sì, ma non indolore. Perché già serpeggia il brontolio, un mugugno da osteria di retrovia, per un programma che in diversi hanno definito sfiancante e dispendioso: piloti imbufaliti, si sentono “gli ultimi”, nasi storti e gente inalberata. L’arrivo poco dopo la mezzanotte – roba da lupi, da Belfagor e contrabbandieri – non è carezza ma sberla, per tanti. C’è chi digrigna i denti, chi mastica amaro e chi si domanda se la festa valga la veglia. 

Le sfide tra Tenuta e Garfagnana

Dopo la partenza viareggina, il sabato 28 marzo offre cinque prove speciali: apertura sulla corta e spettacolare “Il Ciocco”, quindi “Fabbriche di Vergemoli” e la novella “Calomini”, entrambe ripetute due volte. 

La domenica, 29 marzo, levataccia quasi da caserma ma senza il trombettiere: alle 7.15 si scende dalla tenuta per andare incontro a quattro prove da ripetersi in doppio passaggio. “Puglianella”, la classica “Careggine”, croce e delizia di tanti, ancora “Il Ciocco” e la nuova “Chiozza”. Proprio il secondo transito su “Chiozza” vestirà i panni della Power Stage, giudice ultimo e generoso di punti.

 Parco Assistenza nell’area degli impianti sportivi a Castelnuovo, area che negli anni ha sempre soddisfatto.

Arrivo finale confermato domenica nella piazza storica di Castelnuovo Garfagnana, lì si conteranno i sospiri e i trofei. Il cuore, però, resta la Tenuta Il Ciocco, santuario laico del rally fin dal 1976, prima edizione di una storia che non teme la polvere.

Una gara che ha un perché, quella del Ciocco, ruvida quanto basta per darti sorriso o anche togliertelo, il confine è sottilissimo. Ma si sa, tutti i rallies sono una bestia, o li prendi così, con gli occhi rossi e il cuore in gola, o te ne stai a casa con la tisana.


martedì 10 febbraio 2026

CIRT 2026: più strada, più polvere e la resa dei conti della Power Stage

La federazione ha rimesso mano alla corsa tricolore su strada bianca, cercando di dare nuova linfa, dopo un 2025 migliorabile in termini di adesioni e di interesse.

(Alessandro Bugelli) Il Campionato Italiano Rally Terra, che già di suo è disciplina severa e contadina, nel 2026 si fa più lungo di gamba e più ruvido di nervi. ACI Sport ha deciso che non si vince più di fioretto, ma di spada: il chilometraggio cresce e il rally torna a essere maratona terragna, prova di fondo prima ancora che di talento.

Ogni gara dovrà offrire almeno 90 chilometri di prove speciali, con tetto fissato a 110, una forchetta larga quanto basta per mettere alla frusta uomini e macchine, con quella tolleranza del 5% che sa di pragmatismo lombardo. Tutto in una sola tappa, asciutta e concentrata, mentre il giorno prima sarà dedicato ai riti preparatori: prove libere, Qualifying Stage, shakedown e partenza, come un lungo riscaldamento prima della battaglia vera.

La novità che più stuzzica il palato degli appassionati è però la Power Stage, che entra finalmente in scena come ultimo atto obbligato, resa dei conti senza appello. Almeno 7 chilometri, sempre in chiusura, quando la polvere si è già incollata alle tute e i freni chiedono pietà. È lì che si decide, ed è lì che si salirà sul palco per celebrare i primi tre dell’assoluta, restituendo al finale di gara quella teatralità sportiva che fa notizia e costruisce memoria.

Titoli nuovi, platea più larga

Il 2026 porta con sé anche un allargamento della platea agonistica, quasi una democratizzazione del fango. Accanto alla classifica assoluta nascono nuovi titoli, ognuno con il suo montepremi e la sua dignità: il CIRT 2WD, il Rally3, il Rally5, il Femminile, l’Over 55 e perfino il Tyre Suppliers, dedicato ai fabbricanti di pneumatici, che in questa specialità sono comprimari tutt’altro che silenziosi.

Una struttura che guarda sia ai giovani in apprendistato sia ai veterani di mestiere, ricalcando il modello già visto nel CIAR Sparco e dando senso a categorie che troppo spesso vivevano nell’ombra dell’assoluta.

Sul piano organizzativo, il Rally Valli del Tevere viene designato come gara di riserva: una sorta di dodicesimo uomo pronto a entrare in campo, qualora il calendario perdesse uno dei suoi appuntamenti.

Un campionato più duro, finalmente chiaro

Con queste regole, ACI Sport manda un messaggio netto: il rally nazionale deve tornare a essere selettivo, leggibile e sportivamente credibile. Più chilometri significano meno improvvisazione; la Power Stage fissa un climax agonistico; i nuovi titoli danno senso alla fatica di molti.

Il CIRT 2026 si annuncia così come una stagione più vera, più combattuta e meno indulgente, dove piloti, team e costruttori dovranno meritarsi ogni risultato, metro dopo metro, nella polvere che non perdona e nella strada che, come sempre, dice la verità.

sabato 7 febbraio 2026

Magigas spinge la “pre-season”:

Carburanti da competizione scontati fino al 28 febbraio

E’ stata attuata una scontistica fino a 0,80 €/litro sui carburanti da competizione per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova
stagione agonistica.

Montale (Pistoia), 07 febbraio 2026 - Magigas rinnova il proprio impegno a fianco del mondo del motorsport annunciando una promozione speciale dedicata a piloti, squadre e appassionati, pensata per supportare in modo concreto l’attività di preparazione e sviluppo in vista della nuova stagione agonistica.

Fino al 28 febbraio 2026, Magigas applica sconti fino a 0,80 euro al litro su una selezione di carburanti da competizione, offrendo un’opportunità significativa per ridurre i costi della fase di pre-season, tradizionalmente cruciale per test, allenamenti e messa a punto dei mezzi.

L’iniziativa è rivolta sia ai piloti professionisti sia agli appassionati di track day, con l’obiettivo di rendere le prestazioni di alto livello più accessibili e favorire una preparazione tecnica ancora più accurata.

Lo sconto applicato varia a seconda del prodotto:

sconto minimo: 0,50 €/litro IVA compresa

sconto massimo: 0,80 €/litro IVA compresa

Gli sconti sulle benzine in promozione sono visibili direttamente sul sito ufficiale Magigas. Alcuni prodotti non rientrano nella promozione. L’offerta non è cumulabile con altre iniziative commerciali ed è valida fino a esaurimento scorte.

Per maggiori informazioni:

TELEFONO: 0573 47 96 66 – 328 1450813

E-MAIL:  clienti@magigas.it

MAGIGAS SpA Via Datini, 6 - 51037 Montale (Pistoia)               

www.magigas.it

Tel. 0573.479.666 - Fax 0573.479.021 


Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)


mercoledì 4 febbraio 2026

Rally e gloria, il "RomaCapitale" che guarda al mondo


(
Alessandro Bugelli) Il Rally di Roma Capitale si rimette il casco e stringe i guanti. No, non fa adesso, ma ai primi di luglio dal 3 al 5, quando tornerà a rombare sulle strade del Lazio per scrivere un altro capitolo della sua giovane ma già nobile epopea. 

Sarà ancora doppio il timbro di qualità, quello del FIA European Rally Championship e quello del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, a certificare un evento ormai entrato di diritto nel novero delle grandi classiche del rallismo continentale.

E il duemilaventisei porta seco novità. Di quelle belle davvero. Roma diventa il baricentro. L’ombelico del mondo lo diventa anche della gara. La Città Eterna, con i suoi marmi e le sue ombre, non fa solo da sfondo e da cartolina con il Colosseo, che in questi ultimi anni ha proposto la “piesse” più affascinante del pianeta: entra in partita, detta il ritmo, offre al rally una scenografia che nessun’altra corsa può permettersi. E proprio qui sta la novità più sostanziosa: il cuore operativo della manifestazione – Direzione Gara, Sala Stampa e Parco Assistenza – trasloca definitivamente a Roma, lasciando Fiuggi. È un ritorno al centro, geografico e simbolico, come quando il regista decide di rimettere la macchina da presa sul protagonista.

Attorno a questa macchina complessa lavora una filiera istituzionale larga e compatta: Roma Capitale e il suo Assessorato ai Grandi Eventi, la Regione Lazio, ACI Sport, i Comuni attraversati dalla gara, con il patrocinio del Ministero per lo Sport e i Giovani, di Sport e Salute e del CONI. Una squadra, più che un elenco, che dimostra come lo sport possa diventare fatto civile e progetto condiviso.

È proprio questa sinergia a rafforzare il legame tra il rally, il territorio e la sua gente. Roma si propone ancora una volta come palcoscenico internazionale, capace di unire spettacolo e visione, promozione e prospettiva. Non è dettaglio da poco che l’edizione 2026 finisca sotto la lente della FIA e del WRC Promoter: il Rally di Roma Capitale si candida a un futuro mondiale, con l’orizzonte del WRC 2027 che non è più solo un sogno raccontato a bassa voce.

Sul piano sportivo, la sfida cambierà pelle. Percorso e logistica verranno in parte ridisegnati per offrire una gara più fluida, più sicura, più moderna, senza tradire l’identità che l’ha resa riconoscibile. È il classico equilibrio tra memoria e innovazione, tra rispetto della tradizione e necessità di andare più forte, meglio, più lontano.

Resta centrale, e non per dovere di facciata, il tema della sostenibilità ambientale. Il Rally di Roma Capitale continuerà a spingere sull’acceleratore green, con l’obiettivo di confermare le tre stelle del FIA Environmental Programme: un riconoscimento che negli ultimi anni ha fatto della corsa romana un modello virtuoso nel panorama dell’ERC.

E poi c’è la dimensione sociale, che qui non è appendice ma parte del telaio. Inclusione, sicurezza stradale, educazione: parole che diventano azioni grazie alla collaborazione con associazioni e realtà del territorio. Tornerà e crescerà il messaggio de “La strada non è un videogioco”, monito semplice e severo, rivolto ai giovani ma buono per tutti, perché la velocità, quella vera, chiede sempre responsabilità.

Così il Rally di Roma Capitale 2026 si prepara a partire: con Roma davanti agli occhi, l’Europa nel presente e il mondo, forse, già nello specchietto retrovisore.


(foto Actualfoto/Aci Sport)


Magigas, l’eccellenza italiana negli additivi carburante

Innovazione, prestazioni e protezione del motore in soluzioni sviluppate per il massimo rendimento.

Montale (Pistoia), 04 febbraio 2026 – Con oltre 70 anni di esperienza nel settore dei prodotti petroliferi e una reputazione consolidata nell’ambito dei carburanti per competizione e aviazione, Magigas S.p.A. continua a distinguersi con la produzione di additivi carburante di altissimo livello, pensati sia per gli appassionati delle prestazioni sia per la cura quotidiana dei motori.

Nel cuore della sua gamma, gli additivi Magigas – disponibili per benzina e diesel – rappresentano la sintesi perfetta tra innovazione tecnica e comprovata efficacia. Questi prodotti non sono semplici accessori, ma strumenti fondamentali per chi desidera estrarre il massimo rendimento dal proprio motore: dalle vetture da corsa ai mezzi stradali ad alte prestazioni.

Grazie a formulazioni avanzate e a test rigorosi, gli additivi Magigas offrono:
Incremento delle prestazioni attraverso potenziamento dell’efficienza di combustione e ottimizzazione della risposta del motore.
Pulizia attiva degli iniettori e delle parti critiche del sistema di alimentazione, favorendo una combustione più regolare e riducendo i depositi nocivi.
Gestione ottimale del carburante, con trattamenti specifici che possono sostituire vecchi sistemi (come l’additivo piombante non più presente nelle benzine moderne).
Maggiore durata del motore, con benefici sia su mezzi sportivi sia su veicoli di uso quotidiano.
Capacità di risolvere i problemi dovuti alla sovente scarsa qualità dei carburanti della pompa e per la pulizia del DPF.


Questi additivi rappresentano non solo un complemento ideale ai carburanti della linea Magigas Extreme Competition, ma anche una soluzione efficace per la manutenzione preventiva e per chi desidera un’esperienza di guida più reattiva e performante.
«La nostra filosofia è semplice: fornire prodotti che non solo soddisfano, ma superano le aspettative di chi ama la massima performance e al tempo stesso la massima cura e la durata del motore» afferma Alessio Chiti, responsabile commerciale di Magigas SpA. «Per questo i nostri additivi sono sviluppati per elevare le prestazioni di qualsiasi carburante e per proteggere il cuore meccanico di ogni veicolo.
Gli additivi Magigas sono già disponibili sullo store online ufficiale dell’azienda e si confermano come scelta preferita per piloti professionisti, team di gara e automobilisti consapevoli che non accettano compromessi.

Magigas: energia, performance e passione per le competizioni
Magigas S.p.A. è attiva da oltre settant’anni nel settore dei carburanti e dei prodotti petroliferi. Fondata dalla Famiglia Torracchi di Montale (Pistoia), dove ha sede, opera a livello nazionale come partner qualificato per mercati ad alta specializzazione.
L’azienda è attiva principalmente nella fornitura di carburanti per aviazione, come Jet A-1 e Avgas 100LL, destinati a compagnie aeree, servizi di elisoccorso, aeroclub e clienti professionali, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e conformità normativa.
Magigas è inoltre un punto di riferimento nel settore dei carburanti da competizione ad alte prestazioni, attraverso il proprio brand Magigas Extreme Competition, ed è fornitore ufficiale di importanti campionati motoristici, con servizi di consegna e refuelling direttamente sui campi di gara. L’azienda opera secondo sistemi di gestione certificati ISO 9001 e ISO 45001, a conferma dell’impegno costante verso qualità, sicurezza e affidabilità e l’offerta è completata da additivi e prodotti specialistici, nonché da servizi logistici e fiscali avanzati, inclusa la gestione delle accise tramite deposito fiscale proprio.
Grazie a una solida esperienza, a competenze tecniche consolidate e a un approccio orientato al cliente, Magigas S.p.A. rappresenta un partner affidabile nei settori aviation e motorsport.


MAGIGAS SpA Via Datini, 6 51037 Montale (Pistoia)          
                     

Tel. 0039.0573.479.666 - Fax 0039.0573.479.021 

Referente commerciale competizioni: ANDREA BALDI (andrea.baldi@magigas.it)

Polvere, fede e motori: Foligno alza il sipario sul "tricolore terra"

(Alessandro Bugelli) C’è un modo tutto italiano di annusare la primavera: non dai mandorli, non dalle rondini, ma dal rombo basso e terroso dei
motori che si rimettono a fare sul serio. E così, mentre l’Umbria sgranchisce le colline e Foligno lucida le pietre, il rally bussa alla porta come un vecchio amico impaziente.

Il 6 e 7 marzo, al Rally Città di Foligno, edizione numero cinque, riparte il discorso tricolore della terra, quella vera, quella che sporca le macchine e non fa sconti. È qui che prenderà il via il Campionato Italiano Rally Terra 2026, con iscrizioni aperte già da oggi e chiusura fissata, da regolamento, a mercoledì 25 febbraio.

Foligno, città operosa e non incline alle vanterie, si ritrova ancora una volta capitale provvisoria del rallismo sterrato. Merito di PRS Group e dell’Amministrazione Comunale, che hanno confezionato una gara sobria e muscolare, senza fronzoli ma con tanta sostanza, capace di coniugare sport e territorio come una stretta di mano fatta bene.

C’è persino una ragione alta, quasi francescana, dietro l’anticipo di un giorno rispetto al calendario originario. La vicina Assisi si prepara infatti all’ostensione delle spoglie di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Evento di fede e di popolo che ha messo sotto pressione alberghi e locande, già presi d’assalto. Così il rally, con signorile rispetto, ha fatto un passo di lato. Anche questo è stile.


Lo stile, appunto. Quello di un rally che si presenta rinnovato e identitario, tutto racchiuso entro i confini comunali di Foligno. Un percorso compatto, scenografico, quasi teatrale, pensato per far godere il pubblico e non far perdere tempo ai team. Niente dispersioni: qui si corre, si guarda e si vive il rally.

I numeri parlano chiaro, come piaceva a Brera quando i numeri avevano l’odore del sudore: 245 chilometri totali, 91 cronometrati, 9 prove speciali, di cui due completamente inedite. Roba da far drizzare le orecchie ai piloti e accendere il taccuino dei navigatori. La terra umbra non è mai banale: scivola quando pare gentile, morde quando ti fidi troppo.

Quartier generale confermato al Delfina Palace Hotel, in via della Fornacetta, ormai casa madre del rally folignate. Il Parco Assistenza resta alla Paciana, zona industriale che per due giorni diventa officina a cielo aperto, con meccanici chini come monaci e vetture smontate come rosari di bulloni.

Ma il Rally Città di Foligno non è solo cronometro e polvere. È anche economia che gira, ristoranti che lavorano, alberghi che riempiono, bar che allungano il bancone. Il Campionato Italiano Rally Terra porta con sé team, addetti ai lavori, media e appassionati, generando un indotto che va ben oltre il weekend di gara. È promozione vera, concreta, che accende i riflettori su una città già nobile per storia e tradizioni, dalla Giostra della Quintana in giù.

Il programma, poi, è una liturgia precisa.

Mercoledì 4 marzo si comincia piano, con la distribuzione del road-book.

Giovedì 5 è giornata di studio e concentrazione: ricognizioni, briefing obbligatorio, verifiche sportive.

Venerdì 6 si entra nel vivo: verifiche tecniche, prove libere, qualifiche, shakedown e infine la cerimonia di partenza in Piazza della Repubblica, che al calar della sera profuma di benzina e aspettative.

Sabato 7 marzo, infine, la resa dei conti: nove prove speciali e arrivo, con premiazione sub-judice, ancora nel cuore della città.

Foligno aspetta. La terra pure. I motori non vedono l’ora. 

E la primavera, da queste parti, arriva sempre di traverso.


lunedì 2 febbraio 2026

IL RICHIAMO DELLA VAL D’ORCIA

Seconda gara tricolore tra sassi e buche, per una sfida dal sapore antico. 

(Alessandro Bugelli) La Val d’Orcia torna a chiamare, e lo fa come sanno fare i luoghi che hanno memoria. Chiama la polvere, chiama il rombo, chiama quell’attimo sospeso in cui l’uomo e la macchina si cercano sugli sterrati della provincia di Siena. Il Rally della Val d’Orcia 2026 si presenta con veste nuova e anima antica, pronto a riaccendere la passione da venerdì 10 a domenica 12 aprile, sotto la regia attenta di Radicofani Motorsport.

È ancora campionato, è ancora battaglia vera: Campionato Italiano Rally Terra e Campionato Italiano Rally Terra Storico, presente e passato che si sfiorano sullo stesso scenario di strade bianche che trasudano di momenti epici, che ricordano grandi campioni. Terra da uomini duri, da macchine instancabili e affidabili. Vetture moderne e auto che hanno già vissuto, tutte uguali davanti al giudice più severo, la strada.


Radicofani resta il centro del mondo, il punto fermo attorno a cui tutto ruota. Da lì si sviluppa un percorso che non fa sconti e non cerca scorciatoie: San Casciano dei Bagni, Sarteano e Cetona, che entra per la prima volta in scena come un attore nuovo, ma già consapevole del ruolo. È il segno di un disegno che cresce, che allarga l’orizzonte senza tradire la sostanza.

Il tracciato parla chiaro: una prova speciale inedita, cento chilometri competitivi in cui ogni curva ha una domanda e ogni rettilineo pretende una risposta, quattrocentodieci quelli complessivi. Qui non si passa per caso, qui si passa solo se si sa stare sulla terra.

Le iscrizioni aprono venerdì 6 marzo e si chiudono venerdì 3 aprile. È il tempo dell’attesa, quello in cui i nomi iniziano a circolare sottovoce, come succede prima delle storie importanti.

L’ultima pagina scritta, l’anno passato, racconta dell’immarcescibile Paolo Andreucci, che su questi sterrati mise ancora una volta il sigillo del mestiere. Con la Citroën C3 Rally2, condivisa con Rudy Briani, prese il comando quando contava, facendo valere la conoscenza profonda del mezzo e della strada. Nel Rally Storico, ebbe invece a svettare Valter Pierangioli, Ford Sierra Cosworth, con Federica Del Sordo a dettare il passo, sette prove speciali vinte per un verdetto chiaro e sigillato con la ceralacca.

(foto Actualfoto)

Ora però il libro si riapre. La terra aspetta. E, come sempre, non promette nulla.

Il Team Karate Nava brilla al Grand Prix Nazionale FIK di Genzano

 Secondo posto nella classifica per società e 17 medaglie conquistate dagli atleti guidati dai Maestri Eduardo e Symon Nava. 

Il prossimo appuntamento è fissato a metà marzo a Cervia, per il campionato italiano.

02 febbraio 2026 – E’ partita decisamente bene, la stagione di competizioni del Team Karate Nava di Castelfranco di Sotto, guidato dai Maestri Eduardo e Symon Nava. 

Durante il fine settimana passato al Pala Cesaroni di Genzano di Roma, nel contesto del Grand Prix Nazionale di Karate, organizzato dalla FIK – Federazione Italiana Karate, il sodalizio pisano ha ottenuto subito un risultato di prestigio, conquistando il secondo posto nella classifica per società, grazie agli eccellenti risultati complessivi ottenuti dai propri atleti.

Nella specialità Kumite (combattimento), gli atleti del Team Karate Nava hanno conquistato un totale di 17 medaglie: 5 ori, 2 argenti e 10 bronzi. A salire sul gradino più alto del podio sono stati Daniel Kurmanialiev e Lavinia Parentini nella categoria Speranze, insieme a Asia Rinaldi, Luca Mastromarino e Mattia Devicienti nella categoria Esordienti.


Particolare rilievo per Luca Mastromarino e Mattia Devicienti, legati da una forte amicizia anche al di fuori del tatami, attualmente primi nella classifica “azzurrabile” FIK. I due atleti sono ora concentrati sulla preparazione del prossimo importante appuntamento stagionale, il Campionato Italiano, in programma a Cervia il 14 e 15 marzo competizione che, in caso di vittoria, potrebbe valere la convocazione nella Nazionale Italiana di Karate in vista dei Campionati Mondiali in Slovenia.

Con quasi 50 anni di attività agonistica, il Team Karate Nava continua a distinguersi nel panorama nazionale e internazionale, confermandosi una realtà di riferimento nella formazione e nella crescita di atleti di alto livello.

NELLA FOTO: MATTIA DEVICIENTI SUL PODIO

sabato 31 gennaio 2026

Nuova macchina, nuova voce: Crugnola riparte cambiando tutto

Il 2026 segna una svolta tecnica e umana per il campione varesino: progetto rinnovato, sedile di destra affidato a Luca Beltrame e un’unica direzione possibile, quella dei vertici del rally italiano.

(Alessandro Bugelli) È arrivata così, senza troppi squilli di tromba ma con il peso specifico delle cose che contano davvero. Andrea Crugnola lo ha detto dal suo Instagram, luogo ormai deputato agli annunci che segnano i destini: “tricolore" duemilaventisei con la Lancia Ypsilon HF Rally2 ufficiale e cambio radicale oltre che di vettura anche sul sedile di destra. Luca Beltrame sarà il nuovo uomo al fianco del varesino quattro volte campione tricolore. Fine delle voci, silenzio alle indiscrezioni, sipario che si apre su un nuovo atto della carriera del varesino. E quando Crugnola muove una pedina, il rally italiano si ferma ad ascoltare.

Crugnola, classe 1989, è materia nobile di questo sport: campione, dominatore, pilota che ha fatto della precisione una religione e della velocità una lingua madre. Uno che non spreca parole né metri, che costruisce le vittorie con metodo e rigore, come si addice ai grandi. Per questo il cambio del navigatore non è una semplice rotazione d’organico, ma un passaggio carico di significati, quasi una dichiarazione d’intenti. Perché nel rally, lo sanno anche le pietre delle speciali, il navigatore non è un accessorio: è metà dell’anima.


Luca Beltrame, 39 anni, copilota campione del mondo “master” nel 2022 al fianco di Mauro Miele,  arriva con il curriculum di chi ha visto molto e sbagliato poco. Navigatore di razza, di quelli che scrivono le note come un geometra e le leggono come un direttore d’orchestra, Beltrame porta in dote esperienza, freddezza e quella rara capacità di entrare subito nella testa del pilota. Ha già vinto, ha già lottato, ha già dimostrato di saper stare dove la pressione schiaccia. E proprio lì, nei decimi che separano la gloria dal rimpianto, sarà chiamato a fare la differenza.

Crugnola e Beltrame, insieme, sono una coppia che nasce per stare davanti. Non per caso, non per esperimento, ma per progetto. In un Campionato Italiano Rally sempre più affollato e crudele, dove si vince per dettagli infinitesimali, l’intesa sarà la vera “special stage” da conquistare. Le prime gare serviranno a oliarne i meccanismi, ma l’impressione è chiara: questo equipaggio non nasce per partecipare, nasce per comandare. E quando il semaforo si spegnerà, le sfide saranno di spessore.


giovedì 29 gennaio 2026

Lamborghini Arena: torna nel 2026 per la sua seconda edizione a Imola

Il 9 e 10 maggio il Santerno tornerà a fremere. E non per le solite gincane motoristiche, ma per una festa del Toro che promette scintille.



(Alessandro Bugelli) Sarà il weekend del 9 e 10 maggio 2026, e l'Autodromo di Imola - quel circuito che ha visto sudare i fuoriclasse del volante - si prepara a vestirsi da salotto buono per accogliere la seconda edizione di Lamborghini Arena. Un raduno che definiremmo più un pellegrinaggio laico dei devoti al Toro Rampante che una semplice kermesse motoristica.

Gli artefici di Sant'Agata Bolognese - quella fabbrica emiliana dove si assemblano bolidi che farebbero impallidire certi poemi epici - hanno deciso di trasformare il tracciato romagnolo in una sorta di cattedrale a cielo aperto dedicata alla velocità e al rombo viscerale dei motori a dodici cilindri.

L'appuntamento è riservato innanzitutto ai fortunati possessori di quelle belve su quattro ruote che escono dai cancelli di Sant'Agata, ma spalanca i battenti anche agli appassionati che vogliono respirare l'aria rarefatta di quel mondo dove l'artigianato incontra l'ingegneria estrema.

Il precedente del 2024 ha lasciato il segno: oltre seimila pellegrini motorizzati, quasi quattrocento vetture schierate come un esercito corazzato, e una teoria di trecentocinquanta Lamborghini che hanno sfilato sul circuito regalando uno spettacolo che avrebbe fatto commuovere persino il vecchio Ferruccio, fondatore della dinastia.

In pista, naturalmente, non mancherà l'adrenalina allo stato puro. Le supercar stradali si alterneranno alle belve da corsa del Lamborghini Super Trofeo Europa, quella competizione dove le Huracán Super Trofeo EVO2 si danno battaglia come gladiatori motorizzati. Prove libere, qualifiche, gare: il programma promette di tenere incollati gli spalti dall'alba al tramonto.

Ma Lamborghini Arena non è solo cronometro e pneumatici che fumano. Il paddock si metamorfizza nel "Lamborghini Arena Village", una sorta di enciclopedia vivente della Casa del Toro. Qui i partecipanti potranno curiosare tra le viscere dell'azienda: dalla Manifattura, dove ogni millimetro viene controllato con precisione certosina, al Centro Stile, quella fucina dove prendono forma le linee che poi faranno girare la testa per le strade del mondo.

Il Polo Storico custodisce la memoria storica del marchio - perché senza radici non si cresce -, mentre il programma Ad Personam svela le infinite possibilità di personalizzazione che trasformano ogni vettura in un pezzo unico, come un abito cucito addosso. E poi c'è il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo, il sancta sanctorum dove si studiano materiali e soluzioni che faranno correre più forte le generazioni future di supersportive.


Non potevano mancare, ovviamente, i partner che hanno sposato la causa del Made in Italy di lusso. Brand che affiancano Lamborghini nel raccontare un'eccellenza riconosciuta dal Giappone alla California, dalla tecnologia alla moda, perché il Toro non è solo motori e telai, ma uno stile di vita.

Lamborghini Arena 2026 si configura, insomma, come un'occasione per immergersi totalmente nell'universo di Sant'Agata Bolognese. Un raduno che mette insieme persone, storie e visioni, unito dal filo rosso di una passione che non conosce mezze misure. Proprio come le automobili che celebra.


LANCIA . . . RILANCIA: IL TROFEO RALLY 2026 PRENDE FORMA

 Dopo la doppia corona nel CIAR Due Ruote Motrici, Ypsilon protagonista tra Rally4 e Rally6. 

Ovviamente aspettando di sapere chi avrà il volante ufficiale della Rally2 nel tricolore.

(Alessandro Bugelli) Il 2025, per Lancia, non è stato un semplice anno solare: è stato un foglio di quelli spessi, da annali, da archivio con la polvere buona. Il ritorno ufficiale alle corse non poteva chiedere di meglio: titolo Piloti e titolo Costruttori nel Due Ruote Motrici del CIAR, una doppia incoronazione che sa di consacrazione tecnica e di orgoglio ritrovato. Numeri, sì, ma soprattutto sostanza. E una certezza: Lancia è tornata, e non per fare presenza.

Da quella stagione da batticuore nasce ora il Trofeo Lancia 2026, che non si limita a ripetersi ma rilancia, come direbbe un vecchio cronista di stadio: raddoppia e affonda. Continuità e ambizione, con dentro la parola più cara alle corse vere: futuro.

Protagonista resta lei, la Ypsilon, che da cittadina elegante si è fatta guerriera di speciale. Ma nel 2026 le Ypsilon diventano due: accanto alla già rodata e vincente Ypsilon Rally4 HF, arriva la novità che profuma di battesimo rallistico, la Ypsilon HF Racing Rally6, piccola, accessibile, formativa. Una macchina che apre le porte, che abbassa il gradino, che invita i giovani e i sognatori a salire.


Il Trofeo resta fedele al suo palcoscenico naturale: il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, sei gare, cinque eventi, con una doppia tappa a dare ritmo e fatica. Si parte dal Ciocco con la Rally4 HF, si accende al "Due Valli" con il debutto della Rally6, poi strada comune, chilometro dopo chilometro, tra i nomi storici del rally tricolore e qualche inevitabile eco internazionale.

La formula non si tocca quando funziona. Confermato il Villaggio Lancia Corse HF, che non è solo paddock ma casa, piazza, salotto buono e officina dell’anima: assistenza, hospitality, tifosi e piloti mescolati come una volta, quando il rally era anche racconto popolare.

Sul fronte Rally4, il montepremi resta da prima della classe. Classifica assoluta e categorie ben definite: Junior (under 25), Master (fino a 35), Expert (oltre i 35). Premi a ogni gara, ma soprattutto il traguardo che vale una carriera: il Campione Under 35 diventerà Pilota Ufficiale Lancia nel 2027, in Italia o in Europa. Altro che coppa: qui si vince un futuro.

Michelin, dal canto suo, prepara scarpe nuove per queste Ypsilon da battaglia: pneumatici pensati per un campionato che alza l’asticella, dove la prestazione non è più un dettaglio ma una pretesa.

E poi c’è la vera novità, quella che allarga il respiro del progetto: la classe Rally6. Entry level sì, ma con dignità piena. Quattro eventi, cinque gare, stessi appuntamenti della Rally4, montepremi dedicato e una filosofia chiara: far crescere. Giovani da svezzare, gentleman driver da far sorridere, rally da vivere senza filtri.

Tutto questo verrà svelato, nero su bianco e rombo acceso, al Racing Meeting del 7 e 8 febbraio, alla Fiera di Vicenza. Lì si apriranno le iscrizioni, lì prenderà forma il 2026 di Lancia. Un 2026 che promette polvere, cronometri e quella sensazione antica e bellissima: quando una marca non corre solo per vincere, ma per raccontare di nuovo se stessa.

Tutto questo, con all’orizzonte che si può iniziare a delineare un impegno di spessore, diremmo “ufficiale" con la Rally2, della Ypsilon, il nuovo oggetto del desiderio per il rallismo di vertice dello stivale da rally (e non solo). Una nuova realtà che intanto ha fatto sensazione al suo debutto iridato nel salotto buono di Monte Carlo la settimana passata. 

martedì 27 gennaio 2026

Il Green Deal dell’automotive cambia marcia

Batterie, flotte aziendali e CO₂: come l’Europa riscrive (parzialmente) il futuro dell’auto.

di Alessandro Bugelli

Martedì 16 dicembre, in quel di Bruxelles che non è San Siro ma ci somiglia quando si tratta di partite decisive, la Commissione europea ha messo sul tavolo il cosiddetto pacchetto automotive: un malloppo di misure pensate per rianimare l’industria dell’auto continentale, che ansima come me dopo sole due rampe di scale. Il tutto in ossequio al Piano d’azione settoriale già sbandierato lo scorso marzo, quando le promesse correvano più veloci delle utilitarie elettriche.

Per non farsi cogliere in fuorigioco, la presidente Ursula von der Leyen - acida donna di comando e di spartiti ben scritti - aveva già messo in piedi, nel corso dell’anno, un Dialogo Strategico sul futuro dell’automotive. Un tavolo rotondo, ma non pacifico, dove siedono i colossi dell’auto europea insieme agli altri comprimari della saga: i produttori (ACEA), i consumatori (BEUC) e i lavoratori dei trasporti (ETF). Un’assemblea da spogliatoio, più che da salotto buono.

Nelle tre adunate fin qui celebrate si è parlato di tutto ciò che toglie il sonno ai costruttori: batterie che scarseggiano come i terzini sinistri di una volta, flotte aziendali da rimettere in riga, norme da sbrogliare e, soprattutto, quelle emissioni di CO₂ che pendono come una spada di Damocle sul cofano dei motori. Tutto materiale poi confluito nel pacchetto finale (ma . . . sarà davvero finale?).

Il pacchetto, ovvero il canovaccio verde

La Commissione l’ha presentato come un insieme organico di misure per “sostenere la transizione verso una mobilità pulita”. Pulita, s’intende, come una maglia appena lavata: il verde resta il colore di fondo.

Emblematica è la strategia Battery Booster, che punta a far nascere e crescere una filiera europea delle batterie degna di questo nome. Qui i numeri parlano chiaro, senza bisogno di retorica: 1,8 miliardi di euro sul piatto, di cui 1,5 in prestiti senza interessi per i produttori di celle. Una spinta decisa all’elettrico “made in EU”, per non restare a rimorchio dei giganti cinesi.

Altro capitolo: le flotte aziendali, che la Commissione vuole rendere più ecologiche per stare nei ranghi della Climate Law. Dal 2030, gli Stati membri dovranno garantire che una quota delle nuove immatricolazioni di auto e furgoni aziendali delle grandi imprese sia a emissioni zero o quasi. Le percentuali cambiano da paese a paese, come i campi di provincia, ma la direzione è tracciata.

C’è poi il regolamento omnibus sull’automotive, una di quelle manovre da mediano che non fanno notizia ma tengono in piedi la squadra. Qui si semplifica, si tagliano oneri e si inventa una nuova categoria: i piccoli veicoli elettrici M1E, lunghi al massimo 4,2 metri. Per loro, requisiti congelati per dieci anni e qualche incentivo mirato. Prevista anche una mano tesa ai furgoni elettrici, mentre sul fronte più affaristico si alleggeriscono alcuni test dell’Euro 7.


La vera partita: la CO₂

Ma il colpo di scena, quello che ha fatto sobbalzare tribune e retrobottega, è la revisione degli standard di CO₂. Qui la Commissione si allontana, seppur di poco, dal dogma del Green Deal originario.

Il regolamento 2023/851 aveva fissato un obiettivo tanto concreto quanto simbolico: dal 2035, solo veicoli a emissioni zero. Tradotto: stop ai motori endotermici, tutti a corrente come tram di Milano. Una scelta epocale, che ha fatto tremare i polsi ai costruttori.

Ora però Bruxelles rientra parzialmente nei ranghi: dal 2035 la riduzione delle emissioni allo scarico scenderebbe al 90%, non più al 100. Il restante 10% potrà essere compensato con acciaio a basse emissioni, e-fuels e biocarburanti. Insomma, il motore a combustione non viene espulso dal campionato, ma retrocesso in una categoria minore. Per i furgoni, ulteriore indulgenza: al 2030 l’obiettivo passa dal 50% al 40%.

Una mossa che scardina il tabù dell’elettrico totale e rimette in gioco la pluralità tecnologica, cara a più di un governo.

Non è la prima volta, peraltro, che la Commissione ammorbidisce il tiro. Già ad aprile aveva concesso ai produttori una media triennale (2025–2027) per il rispetto dei target, evitando controlli anno per anno e, soprattutto, multe salate. Un favore richiesto a gran voce dall’industria, vista la frenata delle vendite di veicoli meno inquinanti, elettrici in testa.

Terzo tempo: politica

Ora, in questo 2026, la palla passa a Parlamento e Consiglio, e qui la partita si fa sporca. La proposta sugli standard di emissione sarà il vero campo di battaglia.

Prima ancora del fischio d’inizio, lo spagnolo Pedro Sánchez, che non gioca nel Real Madrid, aveva scritto a von der Leyen per scongiurare passi indietro. Altri leader, Giorgia Meloni in testa, hanno invece applaudito la svolta.

In Parlamento, il centrodestra (PPE, ECR, PfE) guarda al pacchetto con favore, pur chiedendo più libertà tecnologica. Il centrosinistra (S&D, Verdi, The Left) storce il naso sugli standard CO₂ ma difende misure come quelle sulle flotte. I liberali di Renew, come spesso accade, stanno nel mezzo: elettrico sì, ma senza chiudere la porta ad altro.

Con una maggioranza che cambia volto a seconda delle votazioni e una Commissione che non sempre ritrova i suoi numeri, il negoziato si annuncia lungo, tortuoso e pieno di rimpalli. Proprio come una finale finita ai supplementari, con il pubblico che rumoreggia e l’arbitro che guarda l’orologio.

La confusione c’è, insomma.